I sindacati contro il Comune: «Che errore il caro parcheggi»

Como Secondo i sindacati, non si tratta di una misura isolata ma di una linea politica che colpisce lavoratori, pendolari e residenti, senza un reale confronto

Con il nuovo anno sono entrate in vigore le nuove norme per la sosta auto a Como città: tutti i 256 parcheggi gratuiti sono diventati a pagamento con l’attivazione dei parcometri. Cambio di colore anche per molti gialli che diventano blu con la tariffa “vulcano”, quella da 3 euro l’ora di giorno e di notte valida in 376 stalli.

Eppure molte delle difficoltà legate al traffico in città non sono risolte, In una nota sottoscritta da Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil Lario, le organizzazioni sindacali ricordano che «il Pgtu, pur fondato su dati del 2014, restituisce una fotografia che resta drammaticamente attuale: ogni giorno entrano a Como 32 mila auto, 22 mila delle quali per motivi di lavoro, a fronte di soli 17 mila parcheggi disponibili».

Gli aumenti delle tariffe di sosta a Como tornano quindi al centro del dibattito economico e sociale. Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil Lario contestano duramente la scelta dell’amministrazione comunale di procedere con un nuovo rincaro: «prima il raddoppio delle tariffe in diverse vie cittadine all’inizio del 2024, ora l’introduzione della cosiddetta “supertariffa” nel 2026» si legge nella nota.

Secondo i sindacati, non si tratta di una misura isolata ma di una linea politica che colpisce lavoratori, pendolari e residenti, senza un reale confronto. Nella nota si sottolinea come la decisione arrivi nonostante un avanzo di bilancio di circa 40 milioni di euro. Una scelta che, denunciano, «sceglie di far pagare il conto alla parte più fragile: cittadine e cittadini».

Il nodo economico centrale riguarda il lavoro. Per molti lavoratori, spiegano Cgil, Cisl e Uil, l’uso dell’auto privata «non è una comodità, ma una necessità», imposta da un sistema di trasporto pubblico giudicato inaffidabile. I disservizi sulle linee Como – Saronno – Milano e Como – Molteno – Lecco, certificati dai report di Trenord, hanno generato per lunghi periodi il diritto all’indennizzo, rendendo l’alternativa all’auto poco praticabile.

I numeri del Piano generale del traffico urbano rafforzano la critica: ogni giorno entrano a Como 32 mila auto, di cui 22 mila per motivi di lavoro, a fronte di soli 17 mila parcheggi disponibili. «Numeri che dovrebbero imporre scelte strutturali e lungimiranti, non scorciatoie tariffarie», avvertono i sindacati. L’aumento dei costi di sosta viene così definito «una tassa sul lavoro», che pesa soprattutto su chi opera nei servizi, nel commercio e nella ristorazione, settori già caratterizzati da salari contenuti e orari disagiati. Il quadro si inserisce in una dinamica economica più ampia: i dati Excelsior Unioncamere e le analisi dell’ex presidente Istat Gian Carlo Blangiardo segnalano una perdita di competenze e una riduzione della forza lavoro nel territorio lariano. Per questo le organizzazioni sindacali «chiedono che Como torni a essere una città da vivere, non solo da attraversare o da pagare. Una comunità consapevole della propria storia e dei propri comparti strategici, ma capace di guardare al futuro con responsabilità. Chiedono – prosegue il comunicato firmato da Sandro Estelli per Cgil Como, Daniele Magon per Cisl dei Laghi e Dario Esposito per Uil Lario - una programmazione seria, che individui prima nuove soluzioni di sosta e solo successivamente decida come gestire quelle esistenti. Chiedono che la politica torni a essere confronto, partecipazione e visione. Non una sequenza di annunci, non slogan elettorali affidati ai media, ma scelte condivise capaci di tenere insieme equità sociale, lavoro e qualità della vita».

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