I tifosi del Bologna aggrediscono i comaschi: sassaiola e botte, due arresti

In viale Masia Una settantina di sostenitori del Bologna arriva in città e scatta l’aggressione ai comaschi. Pochi minuti di caos poi intervengono Polizia e finanzieri. I supporter emiliani denunciati sono in totale 53

Como

Manca un quarto d’ora alle 13. Un minivan e un pullman carichi di tifosi bolognesi esce dalla rotonda di piazza Santa Teresa in direzione viale Masia e transita davanti al bar del tifosi del Como. Ha sbagliato strada (volutamente o casualmente?) e anziché uscire dall’A9 a Como Centro, cioè a Lazzago, ha proseguito fino a Como Lago. Direzione Sinigaglia.

Gli ultras emiliani vedono i comaschi e, poco dopo la sede dell’Aci, costringono l’autista del pullman ad accostare e a fermarsi. Scendono dal mezzo e formano un gruppo compatto che, di fatto, blocca viale Masia. L’azione viene vista dai comaschi, che attraversano la strada e si fermano all’ingresso dell’Aci. Dalla zona dei bolognesi parte un lancio di bottiglie e sassi contro i lariani, che dal canto loro si avvicinano. Poi, mentre sullo sfondo si sentono le sirene dei furgoni della celere avvicinarsi, gli emiliani partono compatti, tutti “armati” con le aste delle bandiere.

All’altezza del semaforo, proprio dove si trova il passaggio pedonale all’imbocco di via Raschi i “nemici” iniziano a darsele di santa ragione. Sono le 12.47. La battaglia dura meno di quaranta secondi. Il tempo per due reparti in tenuta antisommossa, uno della Polizia e l’altro della Guardia di Finanza, di piombare con caschi in testa e scudi e manganelli in mano sul gruppo di violenti. I comaschi ripiegano verso il bar dall’altra parte della strada. I bolognesi, inseguiti dagli agenti tornano verso il pullman. Quasi tutti, ma non tutti. Un paio di loro inizieranno a prendersela con gli agenti e, per questo, saranno arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e atti di violenza ai margini di una manifestazione sportiva, nel caso del primo, il secondo solo per quest’ultimo reato.

Dall’inizio del campionato è il primo episodio di violenza a margine delle partite casalinghe dei lariani. Un episodio nato da quella che, all’apparenza, sembrerebbe una casualità. Ma che, forse, così non è. E infatti il pullman che ha “sbagliato strada” è quello che portava la frangia più estrema dei numerosissimi sostenitori rossoblu giunti ieri a Como per una trasferta che valeva l’Europa. Non è un mistero che le tifoserie sanno come e dove incontrarsi e scontrarsi. E non è un mistero che, per i gruppi organizzati, l’uscita obbligatoria dall’autostrada è quella di Como Centro, che consente lo stop immediato in quel di Lazzago da parte dei poliziotti, che provvedono a “bonificare” i pullman e a scortare gli spettatori verso il Sinigaglia.

Denunce e arresti

Tutti i protagonisti dell’assalto ai tifosi comaschi finiscono in Questura e lì rimangono per la giornata intera. Mentre il personale della Digos passava al setaccio tutti i filmati raccolti per identificare uno a uno chi ha preso parte alla rissa e con quale ruolo. Il bilancio finale parla di 53 sostenitori ospiti denunciati, tutti con l’accusa di rissa, a piede libero: sicuramente, riceveranno tutti il Daspo entro la settimana.

I due arrestati, per contro, saranno processati domani in Tribunale con il rito direttissimo.

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