Il bancomat nuovo e quello scaduto. Attenti: è una truffa

L’allarme Una decina di denunce alla polizia postale. I malviventi intercettano la posta in arrivo dalla banca e dopo una telefonata vi svuotano il conto corrente

Da anni scriviamo di truffe, ma della tipologia di cui stiamo per riferire non ci eravamo mai occupati. Potremmo parlare – crediamo senza sbagliare – di una nuova frontiera dei raggiri, che avrebbe iniziato a prendere piede in questi giorni (le prime segnalazioni nella nostra provincia sono datate fine luglio) e che avrebbe però interessato, in base alle denuncia in mano alle forze di polizia, almeno una decina di comaschi.

Il modo di agire non è ancora del tutto chiaro, e su questo gli approfondimenti – portati avanti dalla polizia postale – sono in corso. Stiamo parlando della truffa del bancomat, ma anche delle carte di credito, delle carte postali, insomma di tutto ciò che necessita di un pin.

Intercettano la posta?

Il primo step di questo raggiro, come detto, è al momento ancora da capire bene. Nella sostanza però i truffatori riescono ad entrare in possesso (rubandole) delle carte che le banche, la posta eccetera spediscono a casa ai cittadini in vista della scadenza della propria carta di credito o del proprio bancomat in uso. A tutti sarà capitato, insomma, di aprire la cassetta delle lettere e trovare dentro una busta con una carta nuova e non ancora attivata che va a sostituire quella precedente. Il passo successivo dei truffatori, dopo essersi impossessati di queste buste, è quello di contattare il cittadino spacciandosi per un uomo della banca o della posta. La telefonata, da quanto è stato possibile ricostruire, segue sempre lo stesso canovaccio: il malvivente contatta la vittima – spesso una persona anziana – informandola che la carta di credito o il Bancomat sono in scadenza, leggendo anche (per rendere il tutto più credibile) la data esatta di termine della funzione della vecchia tessera. Spesso i clienti non sono al corrente della scadenza, e devono verificare l’informazione riscontrandola e dando da quel momento in avanti fiducia all’interlocutore, che non potrebbe certo sapere informazioni tanto dettagliate. Il dialogo telefonico prosegue poi con l’interlocutore che riepiloga i dati del cittadino, sbagliando però appositamente (di solito) il numero civico della via dove abita. Una volta che la vittima del raggiro – ancora inconsapevole di essere nel mirino – segnala che il civico è sbagliato, il finto bancario esclama: «Ecco perché non riuscivamo a spedirle la nuova carta. Per modificare questo dato errato mi deve fornire il pin della carta in scadenza, tanto poi potrà sostituirlo una volta ricevuta la nuova tessera».

La trappola dei due mesi

Se la vittima designata cade nella trappola, dando il pin, il gioco è fatto. Perché il truffatore attiverà a breve la nuova carta di credito, o Bancomat, che ha già in mano entrando infine nel conto corrente della vittima per prelevare il massimale a disposizione non per un solo mese ma per due. Queste telefonate, infatti, vengono generalmente fatte a cavallo tra due mesi distinti, proprio come in questi giorni, rendendo dunque possibile – ad esempio – il prelievo del massimale su agosto e tra poche ore anche su settembre. Una volta che il cliente chiama in banca per lamentarsi del mancato arrivo della carta nuova, ormai i truffatori sono evaporati e con loro i soldi dei conti.

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