Il Basket Como senza palestra: «Vergognoso averci escluso»

Como Non solo via Giulini, ora è preclusa anche via Giussani. La lettera del presidente Mastrapasqua: «Servono soluzioni, con urgenza»

Como

La stessa Como che ieri ha festeggiato il fuoco di Olimpia si sta rivelando teatro di una «situazione inaccettabile, ingiusta e profondamente lesiva dei diritti allo sport e all’inclusione». Insomma, un paradosso, arrivato dritto nella casella di posta del sindaco Alessandro Rapinese sottoforma di una lettera. A firmarla è Luciano Mastrapasqua, presidente del Basket Como 1956, una delle società sportive più antiche della città, che vanta una squadra in serie C nazionale e la squadra “special” comporta da atleti con disabilità.

Proprio quest’ultima squadra «oltre a non avere più disponibilità di spazi della palestra Giulini,di cui la società ha disposto per oltre 25 anni, non può più nemmeno allenarsi il sabato mattina presso la palestra comunale di via Giussani, spazio che, dopo la chiusura della Giulini prima per il Covid e poi per lavori, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la nostra attività sportiva e sociale» denuncia Mastrapasqua.

Nel suo appello compare anche Giada Modestini, capitana della squadra special del Basket Como: «Le lettere che ha ripetutamente inviato al sindaco sono state completamente ignorate». Eppure, qualsiasi appello da parte della società è doppiamente rivolto a Rapinese, non solo perchè è il sindaco ma soprattutto perchè gestisce l’assessorato allo Sport.

Non avendo più uno spazio in città, «gli atleti con disabilità si sono spostati a Fino Mornasco, mentre le ragazze della prima squadra frequentano anche Cadorago e il Pala Francescucci.

«Mentre loro vengono da sole in auto, chi ha disabilità deve sempre contare sull’accompagnamento da parte dei genitori, che si dicono infastiditi». Del resto, come racconta Mastrapasqua, «in 25 anni ci siamo sempre allenati con altre 3 società, mentre ora all’improvviso non possiamo più».

Ma chi c’è in via Giulini? «Ci risulta interamente occupata dalla società Como Volley», mentre la palestra di via Giussani «ci risulta tornata operativa ed è interamente occupata dalla società Alebbio». L’accusa quindi è presto fatta: aver assegnato le due palestre a due sole società, anziché organizzare una turnazione che permetta a più società di convivere. «Chiediamo con forza che venga individuata con urgenza una soluzione» scrive Mastrapasqua.

E non è un caso che la lettera in questione sia stata inviata nello stesso giorno della tappa comasca della fiamma delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Eppure, nella stessa Como dei tedofori e del braciere vista lago, c’è chi, pur indossando lo stemma crociato rosso-bianco della città, si trova costretto ad allenarsi a Fino Mornasco.

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