Errori di digitazione e ricorsi: il Comune riconosce 2mila euro di debiti fuori bilancio

Consiglio comunale. Opposizioni e maggioranza si scontrano sulle modalità di informazione ai cittadini e sulle competenze del sindaco nelle liti giudiziarie

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Como

Sei sentenze di annullamento sanzioni, due errori nella lettura della copertura assicurativa di un motociclo, un accesso in ZTL e una sosta negli spazi riservati ai disabili contestati per sviste formali e una procedura incompleta di cambio targhe per una società di autonoleggio. È questo il quadro delineato dall’assessore alla Legalità Alberto Fontana durante l’ultimo Consiglio comunale, chiamato a riconoscere la legittimità di debiti fuori bilancio per un importo totale di 2.040,71 euro, derivanti da contenziosi legati all’attività sanzionatoria della Polizia Locale.

Le opposizioni: «Errori scusabili, si informi il cittadino»

L’assessore Fontana ha chiarito che i provvedimenti non erano stati preceduti da un consulto preventivo con la Polizia Locale, giunta a conoscenza degli errori solo a seguito dei ricorsi.

«Ci sono evidentemente degli errori di digitazione che possono capitare quando si lavorano migliaia di sanzioni - ha dichiarato Stefano Legnani (Pd) -. È un errore assolutamente scusabile e non c’è nulla da recriminare nei confronti di chi fa un lavoro faticoso». Legnani ha però lanciato una proposta pratica per il futuro: «Se il cittadino riscontra un errore, deve sapere che può attivare l’autotutela prima di andare dal giudice e avviare il ricorso: magari il giudice gli dà ragione, ma intanto la spesa ce l’ha il cittadino e ce l’ha il Comune. Chiedo di evidenziare in maniera chiara questa possibilità nei verbali».

A fare eco a Legnani è stato Vittorio Nessi (Svolta Civica), che ha ribadito il voto favorevole parlando di «assoluta mancanza di censura nei confronti dell’autorità», ma ha voluto lanciare un allarme sulle future liti giudiziarie dell’Ente: «Per la prima volta si attribuisce al sindaco la facoltà di promuovere e di resistere alle liti. In futuro queste decisioni le prenderà un sindaco che, dal punto di vista giuridico, potrà essere un medico, un geometra o qualsiasi persona priva di elementi tecnici. Questo sarà un grosso problema perché rischieremo nuove soccombenze in questa sede».

La replica del sindaco: «L’autotutela funziona già»

Immediata e tagliente la controreplica del sindaco Alessandro Rapinese: «L’intervento del consigliere Nessi è faticoso da comprendere. Non so esattamente quante competenze giuridiche abbiano i nostri tecnici, né perché dovrebbero essere più affidabili delle competenze del sindaco in termini di preparazione in ambito di diritto».

Quanto alla richiesta di aggiungere informazioni sui verbali di contravvenzione, il primo cittadino ha risposto con ironia: «Assieme al verbale potremmo mandare anche una copia dell’intero Codice Civile, del Codice Penale e magari un corso formativo con tutor a domicilio di 65 ore alla settimana. L’autotutela è un istituto esistente ed efficace: sono svariate decine i verbali che ogni anno vengono annullati direttamente dalla Polizia Locale. Stiamo parlando del nulla: è un debito fuori bilancio e non si può fare altro che riconoscerlo e pagarlo».

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