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L’udienza Davanti al giudice del lavoro la richiesta dell’amministrazione di “licenziare” Noseda. Secondo Palazzo Cernezzi il trasferimento di tre anni fa senza nulla osta da Cantù era illegale
Como
Il Comune di Como chiede al giudice del lavoro di condannare il suo super dirigente, Luca Noseda, a restituire gli stipendi ricevuti in questi tre anni. Motivo? Perché il suo contratto sarebbe nullo. È fissata questa settimana, davanti al giudice Giulia Bignami, l’udienza sul contestatissimo trasferimento del dirigente dal Comune di Cantù a Palazzo Cernezzi nell’estate del 2023. Vicenda complessa e, per certi aspetti, paradossale. Perché se da un lato Noseda gode della fiducia totale del sindaco Alessandro Rapinese, il quale ha affidato al suo tecnico tutte le pratiche più delicate (tra tutte quelle per il nuovo stadio Sinigaglia), dall’altro il segretario comunale e la dirigente dell’ufficio personale contestano la legittimità del suo contratto di assunzione. Avviando una causa di lavoro che potrebbe portare all’annullamento del contratto stesso. E, di conseguenza, all’addio del dirigente agli uffici comunali.
L’atto che ha dato il via alla causa, la cui trattazione era fissata a fine marzo ma ha avuto uno slittamento a questa settimana, è firmato dall’avvocato varesino Matteo Micheletti. Il quale ha ricevuto l’incarico da Palazzo Cernezzi di contestare la regolarità di un contratto predisposto dagli stessi uffici del Comune di Como. Due le questioni in ballo. La prima: l’accertamento della nullità dell’assunzione. La seconda: la condanna di Noseda e restituire gli stipendi incassati in questi anni.
In sostanza: l’amministrazione comunale ritiene che il trasferimento da Cantù, avvenuto tre anni fa, abbia violato le norme del testo unico sul pubblico impiego. A cavallo tra il 2022 e il 2023 il sindaco Rapinese, alla ricerca di un dirigente a cui affidare una serie di temi caldi per la città capoluogo, aveva tentato un abboccamento con la collega brianzola Alice Galbiati per accordarsi sul possibile trasferimento di Luca Noseda. Abboccamento non riuscito: Cantù, infatti, non ha concesso il nulla osta.
Noseda era stato assunto a tempo indeterminato, attraverso concorso, nel maggio del 2022. A fronte del diniego alla mobilità tra amministrazioni, il tecnico comunale ha deciso di applicare un articolo del contratto di lavoro dei dirigenti che prevede il raddoppio dei termini di preavviso, in caso di mancato nulla osta. E così il 28 febbraio ha presentato le dimissioni, diventate operative a fine giugno, con inizio lavoro a Como l’1 luglio.
All’epoca Palazzo Cernezzi ritenne la procedura del tutto regolare. Agli inizi dell’anno scorso, all’improvviso, la nuova segretaria comunale e la nuovo dirigente al personale misero in discussione la correttezza dell’assunzione. L’amministrazione lariana provò a chiedere a Cantù un nulla osta retroattivo per sanare la situazione, ma la risposta dei vertici del Comune brianzolo fu netta: assolutamente no.
In via Vittorio Emanuele si sono ritrovati di fronte a un bivio: considerare tutto in regola oppure valutare la procedura nulla. La soluzione è stata quest’ultima, ma anziché procedere con l’annullamento del contratto di Noseda in autotutela si è deciso di mettere la patata bollente in mano a un giudice.
Da qui la causa contro il proprio super dirigente. Che mentre prosegue a firmare progetti e procedure, convive con la spada di Damocle del licenziamento. Con conseguente restituzione degli stipendi arretrati, ovvero qualcosa come 300mila euro.
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