Il Conservatorio cambia nome: prima un “contest”, poi un referendum tra i comaschi

Istruzione Nato come costola di Milano, l’istituto di via Cadorna ha mantenuto l’intitolazione a Giuseppe Verdi. Ora, in occasione del 30° anniversario dell’indipendenza, si è pensato di cambiare

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Como

Tra le nuove iniziative del Conservatorio c’è anche il coinvolgimento della città nella scelta di un suo possibile nuovo nome. Nato come costola di Milano, l’istituto di via Cadorna, anche dopo il distacco e il raggiungimento dell’autonomia, ha mantenuto l’intestazione a Giuseppe Verdi. Ora, in occasione del 30° anniversario dell’indipendenza, si è pensato di indire un vero e proprio “contest” per procedere alla scelta di un nuovo nome senza, attenzione, escludere di mantenere quello storico. L’iniziativa, voluta dal presidente Alberto Dubini e dal direttore uscente, Vittorio Zago, e immediatamente recepita anche dal successore Walter Roccaro mira a puntare i riflettori sulla scuola, coinvolgendo tutta la città. All’inizio il percorso sarà interno: fino al 30 giugno il corpo docenti del Conservatorio è chiamato a proporre un nuovo nome, corredandolo con una motivazione a supporto. In una seconda fase una commissione interna sceglierà tre nominativi tra quelli proposti, ai quali sarà comunque aggiunto l’attuale Giuseppe Verdi, per la scelta definitiva. Il 18 settembre sarà lanciato un sondaggio rivolto alla cittadinanza per votare il preferito tra i quattro nomi proposti, coinvolgendo così tutto il pubblico in un evento intitolato “My name”. Infine, in occasione del concerto di inaugurazione del nuovo Anno accademico 2026/27, sarà ufficialmente annunciato il nuovo nome.

«La considero un’iniziativa molto interessante - commenta il neo direttore Roccaro - Al di là dell’esito finale, il suo valore sta nel coinvolgimento della comunità. È un modo semplice, ma efficace per far sentire i cittadini parte della vita del Conservatorio. Quando si ascolta il territorio possono emergere idee e prospettive che arricchiscono tutti».

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