Il Covid e i ragazzi
Un contagio ogni 4
è tra gli studenti

Aumentano i giovani risultati positivi ai tamponi. Cresce pure l’incidenza del virus ogni centomila abitanti. Ats: «Ma i numeri non sono paragonabili a un anno fa»

Il Covid sta contagiando i ragazzi comaschi in età scolare, in particolare gli under 12. A dirlo è il report settimanale dell’Ats Insubria secondo cui un nuovo caso su quattro riguarda gli studenti e uno su cinque gli under 12. «Quella fascia è quasi la più colpita dal virus - ha spiegato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso – In generale, c’è un costante aumento dell’incidenza dei nuovi positivi, però non paragonabile rispetto allo scorso anno. Neppure il numero di ospedalizzati lo è: non siamo nemmeno lontanamente al livello di dodici mesi fa».

Nella settimana che si è chiusa domenica scorso si contano 947 nuovi positivi: sette giorni fa erano 670. In crescita i casi nelle scuole: in quarantena sono 17 classi e 283 alunni dei nidi e delle materne. Alle elementari sono 12 classi e 120 alunni, alle medie 11 classi e 120 alunni, mentre alle superiori 3 classi e 28 alunni.

A questo proposito, i genitori e i presidi hanno segnalato difficoltà nella procedura e nella convocazione per l’effettuazione dei tamponi immediati (T0) e dopo cinque giorni (T5). Ats Insubria ha spiegato dove nascono le difficoltà: «Quando arriva la segnalazione di un caso positivo – ha aggiunto Catanoso – prenotiamo noi la data e l’ora del test. Le famiglie magari non possono e si presentano il mattino o il giorno dopo». A questo proposito, il nuovo sistema messo a punto dall’Agenzia di tutela della salute prevede l’invio di un link alle famiglie attraverso cui fissano loro stessi l’appuntamento.

Tamponi a rilento

«Ogni giorno riceviamo dalle 50 alle 100 segnalazioni – ha precisato Elena Tettamanzi , responsabile Epidemiologia e medicina ambientale – per il rientro in presenza degli studenti posti in sorveglianza, può essere gestito direttamente dai presidi». Sul ritardo nei tamponi, nel pomeriggio è intervenuta con una nota anche Elisabetta Patelli , presidente onoraria dei Verdi Lombardia: «È una situazione vergognosa. Oggi le prenotazioni sono minimo a 8 e 13 giorni dal possibile contagio. Un positivo ha tutto il tempo di infettare decine di altri individui».

Stando agli annunci del commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo , per i test a scuola dovrebbe arrivare un supporto da parte dell’esercito. Per Ats, il sistema migliore sarebbe quello delle unità mobili, in grado di spostarsi fra gli istituti e le classi. Potrebbero anche fornire un aiuto nell’elaborazione dei tamponi: a questo proposito, la richiesta settimanale è superiore alla capacità di processazione delle Asst.

I vaccini per i bambini

Sul versante vaccini, a metà dicembre arriveranno le dosi per la fascia dai 6 ai 12 anni: saranno formulazioni particolari di Pfizer. A seguire, i centri vaccinali si organizzeranno per creare delle linee per la somministrazione.

Sul versante terza dose, come sottolineato dalla direttrice del dipartimento Cure primarie Maria Cristina Della Rosa , si è notata un’importante accelerazione nelle richieste. Mentre sul fronte dell’antinfluenzale, come ha riportato la direttrice del servizio di Medicina preventiva nelle comunità Annalisa Donadini, prevale la fascia degli anziani: c’è ancora molta strada da fare, ma la campagna continuerà fino a gennaio.

«Molti sindaci si stanno attrezzando per rendere obbligatoria la mascherina all’aperto – ha commentato il direttore del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria Paolo Bulgheroni – il consiglio è usare le mascherine, specie in presenza di assembramenti. Per i non vaccinati, invece, è suggerita la Ffp2».

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