Il destino dell’ex casa albergo, abbandonata da 14 anni

Via Volta Un bando a vuoto nel 2015, poi tanti progetti rimasti sulla carta. Oggi il Comune l’ha affidata all’Università per farne uno studentato

Como

Fuori dal civico 83 di via Volta ci sono ancora due telecamere e un citofono con tanto di etichetta. Eppure, suonandolo, nessuno aprirà, anche perchè sul cancello c’è un catenaccio con un grosso lucchetto.

Due primavere fa, sull’ex casa albergo di via Volta - di proprietà del Comune di Como e fino al 2012 gestita dalla Fondazione Ca’ d’Industria - si era affacciata la possibilità di realizzare uno studentato. Ma dopo due anni, a tradire questa bella notizia, la vegetazione oltre il portico parla da sè, come le foglie e le cartacce scivolate a pochi centimetri dal portone da cui, fino all’estate del 2012, transitavano gli anziani “inquilini” di questo palazzo.

Una ventina d’anni fa, la casa albergo di via Volta era un continuo viavai, anzi, ospitava anche eventi estivi per combattere la solitudine degli anziani. La prima volta in cui si è aperta una crepa sul suo futuro risale al 2010, quando spunta un buco di diverse centinaia di migliaia di euro nella Fondazione Ca’ d’Industria. In consiglio comunale però, lo si mette in chiaro: chiudere sarebbe un errore.

Da quelle stanze, gradualmente svuotate, passeranno anche dodici profughi arrivati da Lampedusa. Ma non c’è niente da fare: dopo l’estate del 2012, la casa diventa ex casa. Chiuso il cancello, si apre una lunga stagione di dibattito, di timori per il degrado dell’edificio e di idee mai andate a segno. C’è chi propone di destinarla alle persone con disabilità e chi, in quella grande casa centralissima immagina una sorta di “condominio sociale”. Nel 2015 si firma un bando, ma nessuno raggiunge il punteggio minimo richiesto. E l’ex casa albergo non trova uno scopo. Trentatrè camere doppie, per ciascuno dei due piani, con spazi comuni: è questa la formula presentata nell’estate del 2023 dal Comune, che insieme all’Insubria avanza l’idea dello studentato. Del resto, la Como universitaria per funzionare ha bisogno di alloggi. E così, a marzo 2024, con una delibera, il Comune assume l’impegno formale di affidare all’Insubria l’immobile in via Volta 83.

A due anni da quella firma, il sindaco Alessandro Rapinese fa sapere: «Stiamo lavorando insieme ed è una priorità per entrambi». Troppo presto per parlare di tempistiche, ma «stiamo correndo entrambi». Dall’altro lato, l’ateneo fa sapere di star lavorando per arrivare ad un progetto, ma «ancora non c’è nulla di concreto».Insomma, se davvero il progetto andasse in porto, sarebbe un “gioiellino” per i giovani che scelgono di studiare a Como. Ma almeno per il futuro prossimo, il catenaccio resta.

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