Il ferito di via Di Vittorio fermato per una lite due giorni prima dell’agguato

Una lite avvenuta tra sabato e domenica, della quale il giovane portava ancora i segni quando, lunedì sera, è stato portato in pronto soccorso con le rotule e un femore sbriciolati dalle pallottole di un revolver

Como

Nella notte tra sabato e domenica Sadaru Dewimina Dodangoda è stato fermato in centro storico da una pattuglia della Guardia di finanza. I militari hanno faticato non poco a contenerlo e a identificarlo. Il ventenne, che neppure 48 ore dopo sarà gambizzato da due aggressori in via Di Vittorio, aveva appena avuto un diverbio con degli sconosciuti. Una lite, della quale il giovane portava ancora i segni quando, lunedì sera, è stato portato in pronto soccorso con le rotule e un femore sbriciolati dalle pallottole di un revolver.

Si indaga a tutto campo per comprendere i retroscena dell’aggressione di lunedì a Rebbio. Quando, attorno alle 19, un uomo è sceso da una Fiat Punto e, pistola in pugno, si è avvicinato al giovane originario dello Sri Lanka, ma domiciliato tra Albate e Trecallo, e gli ha sparato almeno due colpi a distanza ravvicinata. Con l’intento chiaro di causargli più danni possibili, ma di non ucciderlo. Tra i vari elementi raccolti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Como, ovviamente anche tutti gli episodi e le segnalazioni che hanno riguardato la vittima nel corso degli ultimi anni e, in particolare, delle ultime settimane. In questa ricerca è emerso l’episodio avvenuto nel corso della notte tra sabato e domenica scorsa. Dodangoda si trovava in centro città quando avrebbe avuto un diverbio con qualcuno. Momenti particolarmente concitati, che hanno spinto un passante che si trovava casualmente per le vie della città murata a chiamare il 112.

A intervenire una pattuglia della Guardia di finanza. Con i militari che hanno identificato il ventenne con la passione del pugilato. Apparso particolarmente agitato e su di giri, all’arrivo delle Fiamme gialle. E proprio quel suo carattere irascibile, particolarmente fumantino, potrebbe essere stato la causa della reazione violenta dei due aggressori di via Di Vittorio. Le condizioni del ventenne - 21 anni tra meno di un mese - restano molto gravi, anche se Dodangoda non è in pericolo di vita. Ma almeno una gamba rischia di restare menomata per sempre.

Accanto alle verifiche sulla personalità, le amicizie, le frequentazioni, i contatti e i problemi della vittima, gli investigatori stanno anche cercando di ricostruire il percorso della Fiat Punto fuggita da Rebbio subito dopo l’esplosione dei colpi di pistola. Impresa non particolarmente agevole: se l’auto è andata verso via Cecilio, allora qualche possibilità in più di riuscire a intercettarne il tragitto c’è, grazie alla rete di telecamere volute dalla Questura e installate dal Comune per controllare il deflusso dei tifosi ospiti verso Lazzago. Al contrario, in direzione via Giussani recuperare immagini utili potrebbe essere più complicato. L’indagine va avanti. Ma come già detto non sarà certo un’inchiesta lampo.

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