Il grande cuore di Marta Pezzati. Una vita accanto agli ultimi
Il lutto Impegnata con i migranti tramite “Como Accoglie”è mancata a 60 anni dopo una breve malattia
Lettura 1 min.È un giorno triste per il mondo del volontariato comasco che piange la scomparsa di una delle sue figure di riferimento: sessant’anni ancora da compiere, fondatrice e impavida volontaria dell’associazione “Como Accoglie”, Marta Pezzati è mancata dopo una lunga lotta contro una malattia che non le ha dato scampo. Comasca doc legatissima alla sua città, aveva reso l’impegno nel sociale tra le priorità della sua vita, fin dai tempi dell’emergenza migranti e degli accampamenti sotto l’autosilo in Val Mulini. Era il 2017. Poi vennero “Como accoglie”, l’esperienza politica con Paco, e ancora i viaggi in Polonia per sostenere i profughi ucraini, le case per l’accoglienza a Monte Olmipino. «Era una donna piena di progettualità – ricorda Graziana Gialdi che oggi è tra i responsabili di Como Accoglie – Progettualità per l’associazione, ma anche per sé, per le sue idee e per i suoi progetti personali. Era una donna ricca di vita». A Graziana Gialdi fa eco Flavio Bogani, lui pure impegnato in Caritas sul fronte dell’accoglienza fin dal tempo dei primi arrivi massicci di migranti nel capoluogo: «Marta è stata una colonna del volontariato di casa nostra – dice –, ha insegnato a tanti di noi a donare un sorriso, a donare a mani aperte, è riuscita in maniera positiva a contagiare il prossimo, e di questo le saremo sempre grati». Nel tessile, con ComoCrea, Marta era professionalmente impegnata con il design e la ricerca dei tessuti, suo il progetto “Rose unite”, nato con l’obiettivo di consolidare i rapporti internazionali del settore. Aveva ereditato un ricco archivio nato nel 1985 con il padre Massimo, forte di 300mila campioni dal Settecento agli anni Ottanta.
«Ci stringiamo in un abbraccio con gli amici di Como Accoglie ai suoi familiari – aggiunge Lucia Villani per Vicini di Strada, la rete di associazioni attiva sul fronte della grave marginalità -, certi come siamo che il suo esempio di passione e vicinanza con gli ultimi resterà per sempre con noi».
«Aveva una visione del mondo e del prossimo che abbiamo condiviso», aggiunge il parroco di Rebbio don Giusto Della Valle – Ha creduto nell’accoglienza, ha fatto un grande lavoro, con lei abbiamo fatto tanti cammini spirituali».
«L’avevo conosciuta proprio in quelle prime occasioni – dice Luigino Nessi, altro volto storico del volontariato comasco in riferimento all’epoca in cui Marta collaborava con don Roberto Magesini alla distribuzione delle colazioni ai senzatetto– si è sempre impegnata per tutti, ed è per questo che tutti le dobbiamo un sentito ringraziamento».
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