Il lungolago perde pezzi dopo 19 anni e 35 milioni spesi

La passeggiata. Fallito il ripristino estivo dietro la Navigazione, sarà anche necessario rimuovere di nuovo il porfido. Peggiora la situazione di fronte alla darsena, mentre le coperture delle paratie continuano a staccarsi

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Como

Non sono bastati quasi 19 anni di lavori tra imprevisti, problemi di ogni tipo, vertenze legali e milioni spesi (circa 35 secondo le stime) per mettere la parola fine alla maledizione del lungolago. A tre anni di distanza dall’inaugurazione della passeggiata tra Sant’Agostino e piazza Cavour i problemi sulla pavimentazione continuano a peggiorare e, in prospettiva, la stessa situazione potrebbe ricrearsi anche nella zona più “nuova”, verso i giardini, dove già ci sono situazioni da approfondire.

Dimenticandosi per un attimo delle condizioni dei parapetti (quelli provvisori, già sostituiti in passato, in molti punti sono rotti, piegati e mancanti e quelli definitivi, sul modello di quelli della passeggiata di Villa Olmo davanti a Villa Gallia, sono ancora nelle fasi iniziali della progettazione), percorrendo la fascia a lago non si possono non notare le crepe tra i cubetti di porfido e cordoli in granito.

A destare molta preoccupazione è la zona a ridosso della biglietteria della Navigazione in corrispondenza della prima fioriera poiché lì, nei mesi scorsi, era stato effettuato un ripristino dall’azienda che aveva realizzato le opere. Dalla Regione, attraverso la società partecipata Aria (che si occupa delle infrastrutture), avevano infatti richiesto la sistemazione del porfido che si era gonfiato facendo staccare alcuni cubetti e l’area era stata transennata dal Comune. Da Milano avevano spiegato che l’ipotesi più probabile era quella che si trattasse delle conseguenze di movimenti di assestamento peggiorati dalle alte temperature anche perché le ispezioni avevano escluso possibili perdite d’acqua sottostanti. Il 13 luglio scorso, proprio attorno a quella fioriera, era iniziato il ripristino con la rimozione dei sanpietrini, la sistemazione del fondo e la nuova posa. Lo stesso era stato fatto in altre micro-zone.

Adesso però, a distanza di tre mesi, in quel punto esatto dietro alla Navigazione se è vero che il porfido non si più gonfiato, lo è altrettanto il fatto - documento dalle foto, ma basta fare una passeggiata per notarlo - che si sia formata una larga crepa. La fessura ha una particolare forma a “festoni”, simile a quella che ricalca la posa ad archi del porfido, e copre tutta la passeggiata, fino ai tigli e alla ciclabile. È lunga quindi alcuni metri. La seconda situazione critica è quella di fronte alla darsena: anche in quel caso “La Provincia” subito dopo Ferragosto, aveva segnalato una zona con i cubetti staccati e la creazione di “onde” nella pavimentazione visibili anche dalla strada. Lì di interventi non se sono stati fatti (erano previsti per dopo le ferie), la situazione è peggiorata e il rischio inciampo con annessa caduta è all’ordine del giorno. I cubetti ballerini ormai sono staccati (qualcuno sembra essere pure sparito) e il guaio si sta allargando, interessando anche l’area contigua. Dalla Regione a inizio settembre avevano ammesso la necessità di altri interventi, ma avevano anche sottolineato che i distacchi le crepe «non creano problemi strutturali di cedimento del sottofondo» e che « serve unicamente smontare i cubetti e rimontarli modificando eventualmente la disposizione oppure inserendo un giunto di dilatazione». I problemi, però non sono solo in quei due punti. L’intera passeggiata infatti, soprattutto nelle zone di raccordo con i cordoli i granito, presenta crepe (di larghezza diversa), bordi con spazi tra l’uno e l’altro oppure “scivolati” in avanti.

Problemi ai cordoli anche in piazza Cavour e fino ai giardini a lago. Proprio tra la sala d’attesa della Navigazione (inutilizzata) e viale Cavallotti, oltre alle transenne in pessime condizioni in più punti, si sta manifestando in modo sempre più evidente il problema delle coperture dei cassettoni interrati dove sono contenute le paratie (i panconi manuali da posizionare in caso di allarme esondazione). Esattamente come era accaduto all’inizio di viale Geno e verso Sant’Agostino, la pellicola grigio antracite si è staccata. Da quanto si apprende tra Regione Lombardia (che ha consegnato le opere al Comune ad agosto) e Palazzo Cernezzi sono in corso approfondimenti poiché sarà necessario valutare complessivamente le condizioni della passeggiata per capire dove intervenire. Non sarà una cosa di poco conto poiché, probabilmente, andrà tolta almeno una parte del porfido, senza contare il nodo dei cordoli. L’unica certezza è che la passeggiata ha una garanzia di dieci anni che verrà certamente attivata.

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