Il medico soccorritore. «L’annegamento? Rapido, silenzioso ma evitabile»
I consigli utili Il 118 di Como lancia la campagna per la sicurezza: 90 vittime in due anni, a rischio soprattutto giovani e anziani
Lettura 1 min.L’annegamento rappresenta una delle principali cause di morte accidentale a livello mondiale. La Lombardia detiene un triste primato in Italia con il maggior numero di decessi.
Sabato 25 luglio, Giornata Mondiale dell’Annegamento, gli Operatori della Aat 118 che saranno presenti in piazza Cavour in occasione dei festeggiamenti per il 40esimo anniversario di fondazione dell’Elisoccorso di Como, sensibilizzeranno la popolazione anche su questa tematica.
«L’annegamento è un evento rapido, silenzioso e spesso prevenibile – spiega Marco Paiella, responsabile del 118 di Como – In Italia nel biennio 2024-2025 sono state 604 le persone che hanno perso la vita e di queste 90 in Lombardia. È fondamentale promuovere in tutta la cittadinanza una cultura della sicurezza in acqua». Tra le principali cause di questi episodi drammatici, come spiega il medico, c’è una sottovalutazione del rischio e una sopravvalutazione delle proprie capacità natatorie. «Esistono, inoltre, patologie che possono facilitare l’annegamento come cardiopatie, patologie a rischio epilettogeno o disturbi del neurosviluppo, ma anche l’inesperienza ha un ruolo – prosegue – senza dimenticare il consumo di alcool e droghe, il mancato rispetto dei divieti di balneazione, la mancata sorveglianza (soprattutto di bambini) e la scarsa conoscenza dell’ambiente acquatico».
Situazioni pericolose
Le principali evidenze epidemiologiche mostrano che oltre l’80% delle vittime è di sesso maschile, circa il 30% degli episodi riguarda persone con più di 65 anni mentre il 23% interessa bambini e giovani fino a 24 anni. Le piscine rappresentano un ambiente particolarmente critico per bambini e adolescenti.
«Sul nostro territorio sono diverse le situazioni potenzialmente pericolose – prosegue Paiella – il lago, i fiumi e i torrenti, ma anche attività acquatiche praticate senza esperienza. Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a una crescente diffusione delle piscine private, ambienti nei quali il rischio interessa soprattutto bambini e adolescenti».
Ma cosa fare? «Nelle giornate più calde, quando ci si immerge in acqua, è necessario prestare attenzione agli sbalzi termici che possono causare uno squilibrio a carico del sistema cardio circolatorio – precisa – se si sono consumati pasti abbondanti e alcolici, ma anche droghe, ci si deve astenere dal fare il bagno. I tuffi sono sempre potenzialmente pericolosi. I bambini e le persone fragili vanno sempre monitorati quando fanno il bagno. L’invito per tutti è di rispettare i divieti e di preferire acque sorvegliate». In caso di malore o incidente è fondamentale attivare subito la catena della sopravvivenza chiamando il 112. «Se possibile – conclude Paiella - lanciare un galleggiante che possa raggiungere la persona cosciente per aiutarla a tornare a riva. Altrimenti avvicinarla, aiutandola a galleggiare e cercando di mantenere le vie aeree libere. Se necessario, infine, appena arrivati a riva iniziare subito la ventilazione e la rianimazione cardio polmonare (Rcp)».
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