Il miele, perla dell’Alto Lario. «Qui una miniera d’oro,risultati di qualità»

Prodotti locali Il miele di tiglio della Valle del Liro ha conquistato numerosi riconoscimenti a livello nazionale. E’ lì che tiene le sue api Marco Bianchi, consigliere di Apacl. «Attenzione ai prodotti di dubbia provenienza e a basso costo, informarsi bene prima dell’acquisto»

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Alto Lario

Vino, formaggio e olio si stanno ritagliando un ruolo di prestigio, ma il prodotto per eccellenza dell’Alto Lario rimane il miele. Di acacia, castagno, tiglio, melata, millefiori e anche di rododendro e alianto. La perla è il miele di tiglio della Valle del Liro, che ha conquistato numerosi riconoscimenti a livello nazionale. E’ lì che tiene le sue api Marco Bianchi, consigliere di Apacl (Associazione produttori apistici delle province di Como e Lecco): «La Valle del Liro è un’autentica miniera d’oro per il miele – dice – . Da una decina d’anni la produzione generale non è più quella auspicata, ma il 2026 si annuncia migliore. Abbiamo lavorato molto sul tiglio nella stagione invernale e, facendo gli scongiuri, dovremmo ottenere buoni risultati anche nella qualità».

Un miele, quello altolariano, che nonostante stagioni non ottimali non ha subito aumento di prezzo: «Abbiamo concordato tutti per mantenerlo a 15 euro al chilogrammo per andare incontro alla clientela – prosegue Bianchi – . Una delle problematiche che viene avanti è la concorrenza di mieli di dubbia provenienza, che costano meno e allettano chi è meno consapevole. Invitiamo pertanto i consumatori ad informarsi bene prima dell’acquisto». Il gran caldo favorisce la proliferazione di afidi e la conseguenza è l’aumento di melata, che conferisce al miele una colorazione più scura: la penalizzazione, peraltro, è solo estetica. Ora, come fa notare l’Apcal, sarà necessario fare molta attenzione alla varroa, parassita che prolifera grazie ai cambiamenti climatici: già negli anni scorsi abbiamo studiato l’ingabbiamento autunnale delle regine, con conseguente blocco della covata per un paio di mesi, proprio quando la varroa è nella sua fase di maggior debolezza, contribuendo così a contrastarla per la stagione successiva. Faremo comunque due incontri il 4 luglio, stavolta a Vertemate e ad Albiolo, invitando tutti gli apicoltori delle due province».

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