Il nuovo lungolago? Secondo gli architetti «è meglio libero e senza ringhiere»

L’idea di utilizzare i parapetti presenti in un parte della passeggiata Gelpi, quelli a bacchetta con i nodi che si trovano nel tratto davanti a Villa Gallia, continua a sollevare perplessità

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Como

L’idea di utilizzare per il nuovo lungolago i parapetti presenti in un parte della passeggiata Gelpi, quelli a bacchetta con i nodi che si trovano nel tratto davanti a Villa Gallia, continua a sollevare perplessità.

Molti fanno notare l’impatto molto diverso che potrebbero avere tra Sant’Agostino e i giardini (una maxi cancellata lunga diverse centinaia di metri) rispetto alla passeggiata Gelpi, più stretta, a pelo d’acqua e soprattutto non lineare. Dall’Ordine degli Architetti arrivano due richieste: la prima di valutare in modo serio di lasciare la passeggiata libera senza parapetti e, in subordine, di aprire un concorso di progettazione con linee guida chiare per arrivare alla scelta di un modello e, non quindi, di andare al ribasso e accontentarsi di qualcosa di standard dopo 18 anni di attesa e, soprattutto, per un’opera che durerà decenni.

«Chiediamoci innanzitutto se un parapetto sia davvero necessario - commenta il presidente dell’Ordine Paolo Molteni – e a mio avviso un ragionamento serio sarebbe quello di valutare di non metterli. Ci sono tante situazioni analoghe dove non è previsto e la questione della sicurezza è evidente che si debba gestire, ma è legata al progetto dello spazio aperto. Il rapporto che Como ha con l’acqua sarebbe sicuramente più immediato e diretto senza la presenza dell’ostacolo». E ancora: «Non dobbiamo perdere l’attenzione sul fatto che stiamo parlando di un territorio bellissimo e paesaggisticamente notevole e, quindi, quello che si fa non è solo decoro urbano. La linea guida deve essere la qualità». Spiega che, se si decidesse di proseguire con i parapetti (la Regione con l’assessore Massimo Sertori vorrebbe lasciare tutto libero, il sindaco invece vuole le protezioni) si dovrebbe puntare a qualcosa di “unico”: «La soluzione migliore a mio avviso arriva attraverso il confronto di idee e quindi la soluzione sarebbe fare un concorso aperto a tutti, con una giuria competente. Non bisogna dimenticare che le trasformazioni delle città hanno sempre tempi lunghi e che la passeggiata a lago sarà così per tantissimi anni». Molteni dice che le tempistiche sarebbero ridotte (sei mesi al massimo) e sovrapponibili a quelle di altre forme di progettazione ma che «poter scegliere non ha prezzo» e garantisce «la disponibilità dell’Ordine per aiutare nelle procedure».

Anche l’architetto Elisabetta Cavalleri, già presidente dell’Ordine è chiara: «L’idea della nuova passeggiata con le panchine disegnate da Ico Parisi è di avere anche un luogo meditativo per guardare il lago senza ostacoli. Personalmente non avrei messo nulla, sono reduce da due giorni a Copenhagen dove è pieno di percorsi pubblici su acqua e non esistono parapetti, ma anche sul Garda e non solo è così. Credo che per la sicurezza architetti e ingegneri possano proporre soluzioni anche senza parapetti». Sul “modello Villa Gallia” dice: «Meglio del prototipo di un anno fa, ma come anticamente vennero disegnati quelli a timone pensare che oggi non si possa dare un parapetto originale e “griffato” a Como è incredibile e un concorso di architettura sarebbe una buona idea. Solo come esempio, i parapetti disegnati da Urquiola per “Il Sereno” ispirati alle reti da pesca sono copiatissimi. Como deve ambire a qualcosa di “suo” e di “brandizzato”».

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