Il piano di Villa Aprica per tagliare le attese: orario visite più lungo

Intervista Roberto Crugnola, manager alla guida del presidio: «Ambulatori aperti fino a sera per abbattere il numero di persone in coda»

Per snellire le liste d’attesa, come le code e il traffico in via Castel Carnasino, Villa Aprica ha prolungato gli orari degli ambulatori dalle 17 alle 19.

Quanto ai lavori di ammodernamento del presidio per ora si va avanti solo con dei micro cantieri. Ecco alcune novità tentate dall’istituto comasco, parte del gruppo San Donato, nelle ultime settimane. Da pochi mesi alla guida del presidio cittadino, preso il testimone dopo oltre un decennio da Renato Cerioli, è arrivato Roberto Crugnola, già amministratore unico del nuovo grande Irccs Galeazzi Sant’Ambrogio, l’ospedale sorto a tempi da record a Milano.

A Como cosa ha trovato?

Una realtà molto coesa. Da cittadino lombardo nato e cresciuto nel vicino varesotto qui ho apprezzato un istituto operoso, con piccole dimensioni, dove si lavora bene. Una struttura radicata sul territorio, confido faccia sempre di più da punto di riferimento per tutti i cittadini comaschi.

Con una vocazione per l’Ortopedia.

È la nostra specialità più storica, come in parte l’Oculistica, adesso però lavoriamo molto con l’Urologia e ancor più con la Proctologia, grazie a nuovi medici assunti. Con il chirurgo Luca Bordoni stiamo irrobustendo l’offerta per la comunità. Dal 2025 abbiamo anche acquisito a proposito di interventi ortopedici un robot per dare maggiore qualità e precisione alle operazioni.

Il contributo di Villa Aprica a proposito delle liste d’attesa?

Nel 2025 abbiamo fatto 1.400 interventi di cataratta, più di mille operazioni nel campo della proctologia, 1.150 interventi protesici, un numero dato che ha una rilevanza direi a livello nazionale. E ancora 9.600 ricoveri e 105mila prestazioni ambulatoriali, con una Tac e risonanza magnetica di nuova generazione. Cardiologia e radiologia, due tra i servizi più richiesti, sono stati potenziati con nuovi specialisti. Attenzione, lavoriamo per il 90% tramite sistema sanitario, dunque al servizio del pubblico.

E gli ingorghi al mattino all’ingresso di Villa Aprica?

Abbiamo rivisto l’offerta ambulatoriale, ampliando le fasce orarie fino alle 18 e in alcuni casi alle 19. Questo per evitare maggiori concentrazioni al mattino, visto il traffico e gli stalli cancellati lungo la via.

E’ una scelta strategica per non convogliare tutti i pazienti e gli accompagnatori entro una breve parentesi di tempo. Ma così abbiamo deciso anche per venire incontro all’utenza, ai bisogni di lavoratori e famiglie. E’ in funzione inoltre un servizio navetta per i dipendenti credo gradito.

Il progetto per ampliare l’ospedale, il lotto presentato nel 2019?

Costruito un nuovo autosilo una parte del presidio è già stato ristrutturato, quell’ipotesi si è poi in parte fermata, anche a fronte di alcune segnalazioni.

Oggi valutiamo altri scenari, il mio input è mandare avanti l’operatività dell’istituto senza cantieri impattanti. Meglio dei micro lavori per migliorare i comfort alberghieri delle stanze.

La nuova palazzina amministrativa?

Anni fa Villa Aprica aveva acquisito una vicina residenza lungo via Castel Carnasino per trasferire uffici e sportelli, poi però il progetto è stato archiviato perché ritenuto poco impattante sul resto del presidio. Infatti quella villa è stata da poco venduta.

Nei reparti mancano medici?

Individuare figure mediche, specialisti e infermieri, è un problema ormai critico e annoso non solo a Como, ma in mezza Italia se non in tutta Europa. Succede a Milano come a ridosso della frontiera con la Svizzera. Quello che stiamo cercando di fare a Villa Aprica è fare squadra con il resto del gruppo San Donato. Nel mio doppio ruolo da amministratore a Como e al Galeazzi Sant’Ambrogio sto attivando delle sinergie per portare camici bianchi anche in via Castel Carnasino. Nel capoluogo infatti abbiamo attive diverse scuole di specializzazione per la formazione di giovani medici che possono permetterci di potenziare le equipe e fare fronte alla necessità, tenendo al contempo alta la qualità dei servizi.

È un momento per tutti difficile?

Io reputo Villa Aprica un centro valido, con ottimi numeri, radicato in città, aperto ai bisogni della gente, con un turn over molto basso a dimostrazione che anche il personale si trova bene. Poi certo è vero, questo periodo è complicato, a fronte di una carenza di risorse e professionisti c’è una crescente mole di bisogni, un invecchiamento significativo della popolazione e dunque dei pazienti. Di qui nodi e criticità. Però io credo che dobbiamo andare orgogliosi del nostro sistema sanitario, ne parliamo troppo spesso male, del servizio lombardo in particolare. Abbiamo delle eccellenze meritevoli, riusciamo a curare tutti i pazienti con urgenze e patologie gravi con grande capacità e rapidità, un fatto per nulla scontato.

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