Il sindaco apre l’anno scolastico in via Fiume: «Abbiamo bisogno di voi bambini». Sulla Corridoni: «Il giudice ha tutti i documenti che gli servono»

L’inaugurazione Alessandro Rapinese dà il benvenuto ai bimbi della primaria Venini. Poi l’ultimo commento sulla Corridoni prima del pronunciamento del giudice: «Lì situazione grave»

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Como

La tradizione cittadina vuole che il sindaco, ogni settembre, inauguri l’anno scolastico in uno dei plessi. Oggi è stato il turno della primaria Venini, in via Fiume. Una scuola su cui, nelle ultime due settimane, si è raccontato parecchio: dalle cattedre da spostare ai rulli per imbiancare.

Poco prima di accogliere i bambini sul prato, Alessandro Rapinese commenta: «È una scuola sulla quale si è lavorato, ma come in tantissime altre. In verità è sotto gli occhi di tutti, l’impegno dell’amministrazione nel sistemare le infrastrutture scolastiche». Però ancora prima delle polemiche, la Venini è la casa dei bambini ed è a loro che va il benvenuto del primo cittadino, con una storia che parla di veterinari e di ingegneri: «Tutti diventano vecchi. Quindi abbiamo veramente bisogno di voi. I vostri genitori, per consentirvi di avere una scuola, tutti gli anni pagano le tasse, che consentono di avere la dirigente, gli insegnanti, il personale scolastico sempre pronto per il vostro servizio».

A margine del suo intervento alla primaria Venini, Rapinese è tornato anche sulla vicenda della scuola Corridoni: «Abbiamo fornito al giudice tutti gli elementi, e alcuni non li abbiamo divulgati proprio per non generare allarme, ma siamo sicuri che il giudice avrà del materiale su cui riflettere. Tenendo presente che la sicurezza non è mai stata al centro del giudizio ed è stata l’ultimo tentativo di vincere una causa per il gusto di vincerla».

Il riferimento è anche a una relazione del 13 settembre 2022, in cui l’Rspp (che è lo stesso in via Sinigaglia e in via Fiume) scriveva - in relazione alla Corridoni - di crepe, fessurazioni, lievi cedimenti dei pavimenti e pilastri portanti ammalorati. «Lì la situazione decisamente è grave. Dopodiché ribadisco, il giudice ha tutti i documenti e fotografie». Scatti realizzati qualche giorno fa, in cui si vede che il cemento si è sbriciolato e ha rivelato i bastoni di metallo che fanno da struttura ai pilastri. «Io so che fino a giugno ci siamo arrivati, e se oggi la Corridoni è aperta non è mia responsabilità».

Se domani 15 settembre il tribunale opterà per la chiusura, i bambini di via Sinigaglia traslocheranno negli spazi di via Fiume: «Ho rifatto un giro adesso, è sicuramente allo stesso livello di altre scuole. Dopodiché basta vedere le indagini sul patrimonio scolastico nazionale e l’80% dei fabbricati non è a norma. Ma il bello è che qui si sono fatte delle osservazioni veramente ridicole e strumentali. In tutta questa vicenda penso che, a parte l’amministrazione comunale, parecchie persone si siano rese ridicole per interessi politici. Hanno anteposto l’abbattere il “nemico Rapinese” alla sicurezza della scuola. Da domani sarò molto più libero di mostrare il materiale, qualunque decisione prenda il giudice. Dopodiché anche i genitori ne saranno a conoscenza, visto che qualcuno non li ha informati. Invece che far fare giri ai piani superiori, potevano far vedere le fondamenta».

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