(Foto di archivio)
Palazzo Cernezzi Il capogruppo di Svolta civica contesta il progetto di ristrutturazione della piscina: «Beffa per i disabili». Il sindaco: «Basta furbizie»
Como
Lo scontro tra il sindaco Alessandro Rapinese e il consigliere Vittorio Nessi (Svolta Civica) finisce con l’abbandono dell’aula da parte di quest’ultimo. È questo l’esito della seduta del Consiglio comunale di lunedì, degenerata quando il confronto sulla piscina di via del Dos si è spostato sulla correttezza dei toni. Nessi, sentendosi offeso dall’essere accusato di usare “furbizie” regolamentari, ha lasciato la seduta in segno di protesta.
«Una beffa nei confronti delle persone con grave disabilità»
Il clima di forte tensione politica ha attraversato tutta la serata, dedicata a due nodi cruciali per l’impiantistica cittadina: il progetto di ristrutturazione della piscina riabilitativa e l’affidamento esterno dello Stadio del Ghiaccio di Casate. Sulla piscina di via del Dos, la mozione dell’opposizione ha contestato duramente la sostituzione della vasca piccola con un percorso Kneipp. Nessi ha definito la scelta «una beffa nei confronti delle persone con grave disabilità», spiegando che la vasca piccola è indispensabile per neonati prematuri o casi gravi per via della temperatura dell’acqua e della sicurezza. Un allarme condiviso dalla consigliera Patrizia Lissi (Pd): «Lì entravano addirittura le barelle con il paziente. Togliendola, nella piscina grande certe cose non si potranno più fare». Il sindaco ha però replicato basandosi sulle relazioni tecniche, assicurando che ogni singolo servizio sarà garantito nella vasca grande: «Per trent’anni è rimasto il ferro a vista, la piscina stava per crollare. L’amministrazione lavora a un progetto di riqualificazione completa».
La tensione è esplosa quando Nessi ha contestato l’idoneità del progetto di via del Dos: «Senza la piscina piccola, lei dice una falsità. Basta con queste furbizie e mantenga le promesse». Rapinese ha replicato liquidando la mozione come una manovra prevedibile: «Le sue azioni politiche ormai le vedo a chilometri, come il tiki-taka del Barcellona».
Il confronto è degenerato sulla correttezza dei toni: Nessi si è sentito offeso dall’essere accusato di usare “furbizie” regolamentari, mentre il sindaco ha difeso i tecnici comunali: «Chi vota questo documento sta dicendo che i professionisti sono dei totali incapaci». Nessi ha poi abbandonato l’aula, scatenando il commento finale di Rapinese: «Prima lancia accuse inenarrabili di falsità, poi se ne va. Forse era in imbarazzo».
In precedenza, il dibattito aveva affrontato anche la gestione del Palaghiaccio di Casate. L’aula è stata chiamata a esprimersi sulla relazione per l’affidamento del servizio. Il sindaco ha difeso la scelta dell’esternalizzazione e della separazione gestionale tra piscina e ghiaccio: «C’è un titolo secondo e un titolo primo, spesa corrente e quota investimenti. Quando si parla dell’avanzo di questo Comune bisognerebbe avere contezza delle varie voci. Se lo vuoi dare in gestione è così: la gestione diretta, se la vuoi fare, devi dimostrare perché è più conveniente sottrarre al mercato un servizio che ha valore di mercato economico».
Nessi ha sollevato dubbi sulla sostenibilità del Piano Economico-Finanziario (Pef): «Il servizio è strutturalmente in perdita e sta in piedi solo grazie ai soldi del Comune. Così il rischio operativo è solo un’apparenza: nessun privato accetterebbe un margine del 2,2% se non fosse sicuro che l’ente pubblico coprirà ogni perdita».
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