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L’annuncio La scuola di via Sinigaglia torna oggi in giunta con un nuovo provvedimento voluto da Rapinese. «Le famiglie potranno iscrivere gli alunni dove vorranno. La società di catering ha informato la scuola del crollo»
Lettura 1 min.«Al Consiglio di Stato vinceremo nel merito, come abbiamo già vinto altre volte in casi analoghi, ma comunque è bene che qualcuno si metta l’anima in pace: la scuola Corridoni di via Sinigaglia sarà chiusa». É come sempre un fiume in piena il sindaco di Como Alessandro Rapinese mentre commenta le ultime dichiarazioni dei referenti dell’istituto scolastico al centro della battaglia politica e mentre annuncia a La Provincia un nuovo provvedimento: «Domani (oggi per chi legge, ndr) approveremo una delibera, da sottoporre al consiglio comunale, che stabilisce nuovamente la chiusura della scuola Corridoni per un motivo molto semplice evidente in tutto il mondo occidentale: non ci sono più bambini. A differenza del precedente provvedimento, non parleremo più di trasferimento di alunni: come già accaduto ad esempio a Ponte Chiasso, l’istituto sarà semplicemente chiuso alla fine dell’anno scolastico; sulla rete scolastica comunale sono disponibili 1.530 posti e quindi i genitori saranno liberi di iscrivere i propri figli dove vorranno. In questo modo - prosegue il sindaco - non si pone più nemmeno il tema, strumentalizzato ad arte, della mancanza di sicurezza di altri edifici, come quello di via Fiume: anche se, lo ribadisco ancora chiaramente, in alcuni casi gli allarmi vengono creati ad arte mentre in altri, come in via Sinigaglia, vengono occultati».
Il primo cittadino si riferisce alla caduta di cartongesso dal soffitto di un locale attiguo al refettorio della scuola di via Sinigaglia: «Come già affermato, il Comune ha ricevuto una Pec dalla società di ristorazione che informava del crollo e della condivisione dell’informazione con i responsabili dell’istituto i quali, infatti, hanno deciso di chiudere il refettorio. Il giorno dopo invece - dice ancora Rapinese - gli stessi responsabili hanno detto all’ingegnere comunale recatosi sul posto che non c’era stato nessun crollo e, nelle ultime ore, hanno cambiato ancora versione: il crollo c’è stato, dicono, ma nessuno ci ha avvisato. Sono stanco di queste menzogne - continua Rapinese - soprattutto perché qualcuno sta giocando una partita politica sulla pelle dei bambini ed è inaccettabile».
Ma il sindaco non si ferma qui. I dirigenti scolastici hanno infatti riferito di aver incaricato alcuni collaboratori scolastici di rimuovere dal soffitto pannelli resi umidi dalle piogge abbondanti e dalla mancata pulizia del tetto della scuola: «Anche questo è gravissimo. Chi è salito? Si è arrampicato? Ha usato una scala? Quale scala ha usato? Chi lo ha autorizzato? Cosa ha fatto? Quale competenza aveva per agire? Chi mi dice che non siano stati creati danni peggiori? La scuola ha incaricato dei bidelli di effettuare un lavoro straordinario senza avvisare il Comune mentre il giorno dopo ha di fatto impedito all’ingegnere comunale di operare, negando il crollo avvenuto e documentato dalla società di ristorazione. Questo modo di agire - conclude Rapinese - si qualifica da solo ma poco importa: andremo avanti con la chiusura dell’istituto perché è giusto; basti pensare che l’anno scorso alla Corridoni una classe ha chiuso l’anno con otto studenti: mi sembra chiaro che qualcosa non funziona».
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