Il sogno spezzato di Matteo. Oggi la laurea alla memoria
Rovello Porro Trent’anni, una laurea in legge e una magistrale a un passo. Poi la malattia che lo ha strappato ai suoi cari: a Pavia una festa speciale
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Questa mattina l’Università di Pavia conferirà una laurea alla memoria allo studente Matteo Alberio, comasco di Rovello Porro, che quest’anno avrebbe compiuto trent’anni ma che purtroppo un sarcoma di Erwing, un tumore raro e aggressivo, lo scorso marzo ha strappato alla sua famiglia, ai suoi affetti, agli amici.
Diplomato in scienze umane con il massimo dei voti, Matteo si era già laureato con lode in Giurisprudenza ma aveva scelto di continuare intraprendendo un percorso di laurea magistrale per occuparsi finanza, un’altra delle sue grandi passioni. «Avrebbe dovuto laurearsi lo scorso dicembre - ricorda sua madre Marzia Franzoni -, purtroppo il primo settembre è stato costretto a iniziare la chemioterapia che gli ha poi impedito do discutere la tesi. L’idea era quella di riprovarci nella sessione successiva, ma purtroppo, il 12 marzo, Matteo è venuto a mancare».
Ad attivarsi per consentirgli di ottenere la laurea che gli spetta, è stata proprio sua madre, che tramite i compagni di Pavia e il coordinatore del corso di laurea, ha ottenuto tutti i via libera del caso. Così, questa mattina, i genitori e gli altri familiari saranno a Pavia per la cerimonia: «La laurea alla memoria mi sembrava il giusto premio a tutti gli sforzi che nostro figlio aveva profuso in questa sua avventura. Il diploma magistrale in “Finance” gli avrebbe aperto le porte della professione in cui credeva, tanto che non si sarebbe accontentato di questa seconda laurea; Matteo aveva già in animo di avviare un ulteriore percorso di formazione a Lugano».
Non sarà facile, per mamma e papà, partecipare alla cerimonia. Sarà un momento di grande emozione: «Ovviamente non sarà una laurea ad attenuare il dolore della sua assenza, ma sono contenta che nostro figlio ottenga il giusto riconoscimento per un percorso di studio affrontato con dedizione. La magistrale a Pavia era un sogno che la malattia non gli ha permesso di completare».
Brillante, preciso, determinato. Per mamma Marzia è difficile raccontare il suo Matteo: «È stato sempre un ragazzo curioso, con una straordinaria capacità di analisi, di riflessione. Amava scavare a fondo nelle materie di cui si occupava. La sua è stata una testimonianza di impegno, di amore per lo studio e di coraggio che meritava di essere ricordata».
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