Il vecchio calzolaio ha un erede: «Lascio la mia bottega a Simone»

Albate Angelo ha lavorato fino oltre gli ottant’anni per poter essere certo di affidare il suo laboratorio a qualcuno. Quel qualcuno è un ragazzo di 22 anni

Forbici e pinze, ago, filo e pennello. Simone Caccia maneggia gli attrezzi del mestiere come se lo facesse da una vita, invece ha solo 22 anni. Nel suo negozio di calzolaio si trova perfettamente a proprio agio: lui, del resto, è cresciuto tra scarpe da ricucire e suole da rammendare, ereditando prima dal nonno e poi dal papà i trucchi del mestiere. Ha saputo unire la passione al lavoro e ora, nonostante sia giovanissimo, gestisce in autonomia la bottega di via Sant’Antonino ad Albate.

Osservarlo dietro al bancone fa un certo effetto: innanzitutto perché è sempre bello vedere un giovane imprenditore così motivato, ma anche perché la figura del calzolaio tende a scomparire, un mestiere che quasi nessuno vuole più fare.

Lo conferma Angelo Iannella, 84 anni, vecchio proprietario del negozio che è stato operativo fino a poco tempo fa, proprio perché non riusciva a trovare nessuno che gli subentrasse. Non una persona qualsiasi, ma un vero calzolaio, preparato e, soprattutto, motivato. Quando stava per perdere le speranze, ormai convinto di dover chiudere l’amata bottega per sempre, alla sua porta si è presentato Simone.

«Era più di dieci anni che cercavo qualcuno, io ho alle spalle 70 anni di lavoro, ho iniziato a 12 anni - racconta Angelo - Sono venute in prova 36 persone, ma nessuno sapeva fare il mestiere. Magari gente che aveva perso il proprio lavoro, anche macellai o falegnami, ma nessuno che fosse in grado, non è una cosa che si improvvisa del resto. Se si vuole fare bene, è un mestiere difficile. Poi è arrivato Simone, non mi sembrava vero: così giovane eppure già un ottimo calzolaio, non me lo sono lasciato scappare. Sono contentissimo di lui, lavora bene ed è proprio bravo».

Come detto, Simone ha ereditato il lavoro di famiglia, anche se ora fa tutto in proprio. «Ho frequentato l’alberghiero al Cfp - racconta il ragazzo, di Beregazzo - mio nonno e mio papà sono calzolai, d’estate li aiutavo, poi a 18 anni ho iniziato a lavorare nel negozio di famiglia ad Albiolo. Quando ho visto che Angelo cercava qualcuno a cui lasciare questa bottega, mi sono proposto. Sicuramente una bella sfida anche considerata la mia età, avevo 21 anni, però mi piace molto questo lavoro e l’ho anche riadattato: non aggiusto solo scarpe, ma anche tute da moto, una cosa che non fa praticamente nessuno. Me le spediscono anche dalla Sardegna e da Roma: per farmi conoscere uso Instagram, poi c’è il passaparola».

Caccia ha già il suo giro di clienti e, tra questi, c’è naturalmente Angelo Iannella che, una volta a settimana, torna nella sua (ex) amata bottega. «Il lavoro mi manca, ma era arrivato il momento di lasciare - ammette l’ex proprietario, Angelo Iannella – ora faccio il nonno, ma ogni tanto torno qui. Sono davvero felice per come lavora questo ragazzo, ha solo 22 anni, eppure sembra che lo faccia da tantissimo tempo. In pochi anni è diventato un esperto».

Simone racconta la sua storia, ma non si distrae dal lavoro: la porta della bottega si apre in continuazione e lui si fa trovare pronto, con un sorriso e tanta professionalità, non così scontata per un ragazzo di appena 22 anni.

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