Il vescovo in Cattedrale: «Fermezza e speranza per affrontare le sfide»

Fede Il cardinale Oscar Cantoni si è rivolto ai fedeli domenica e ieri pomeriggio durante il pontificale: «Solo chi guarda col cuore vede bene, guarda dentro»

La società del consumismo e dell’individualismo, le guerre, la povertà. Sono questi i temi che il vescovo Oscar Cantoni ha toccato nel Te Deum di San Silvestro davanti alle principali autorità civili e militari della città e della provincia di Como. Ma ha anche sottolineato come, nonostante tutto, non si debba perdere la speranza.

Il cardinale ha parlato di una società che «festeggia il nuovo anno con disinvoltura, perché fondata sui consumi e sulle emozioni, per lo più imbrigliata in una “ideologia del vuoto”, che genera, però, solo individualismo, ripiegamento narcisistico e disinteresse per gli altri». Bisogna invece essere capaci di «uscire dal torpore dell’indifferenza» con l’obiettivo di creare «un futuro più abitabile, più umano e fraterno».

Guerre e crisi umanitaria

Il vescovo ha evidenziato, come aveva già fatto alla Vigilia di Natale, la situazione complessa a livello mondiale ed è tornato a chiedere una «pace giusta». Guerre e disastri ambientali ci hanno portato «in una crisi umanitaria di proporzioni enormi». Ma si deve trovare la forza di «non essere persone ingrate per non riconoscere la grazia del tempo che Dio ci ha donato». Ecco quindi come, secondo il cardinale, la fine dell’anno segna inevitabilmente un momento di bilancio. « Abbiamo il dovere - le sue parole - di valutare come abbiamo saputo utilizzare le occasioni liete e tristi di questo anno che sta per concludersi, riconoscendo in entrambe la mano provvidente di Dio. Egli guida la storia e la conduce, mentre, nello stesso tempo, richiede dall’uomo scelte responsabili ed eque per il bene di tutti».

Al di là di tutto «non siamo neppure persone che hanno perso la speranza», siamo persone che non vogliono «appiattirsi in un pessimismo sterile, nella mediocrità, nella disperazione, ma affrontare la situazione con realismo e responsabilità». Serve coraggio, quindi, come il vescovo Cantoni aveva già esortato a fare a Natale: «Ritrovare il coraggio di guardare in alto, di ricentrare il nostro sguardo su Dio, di ripartire da Dio». Affrontare le nuove sfide «con fermezza e rinnovata speranza».

Ieri pomeriggio il cardinale ha celebrato il pontificale (sarà sempre lui a presiedere, alle 17, quello dell’Epifania) e ha dedicato l’omelia a Maria, a cui ha affidato la città e la diocesi invitando tutti a porre «sotto il suo sguardo premuroso il nuovo tempo che ci è donato».

La prospettiva

E ancora: «Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa “vedere dentro”, vedere tutto in Dio. Impariamo anche noi ad adorare i misteriosi disegni di Dio, che passano anche attraverso le vie tortuose della vita, sia la nostra personale, sia quella grande della storia dei popoli, e crediamo che per Dio è possibile manifestare la sua potenza attraverso i mezzi semplici e nascosti, aprire nuove vie di salvezza là dove l’uomo sarebbe incapace non solo di percorrere, ma nemmeno solamente di immaginare».

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