Impianti sportivi a Como: gli ingressi sono a tempo
La novità Nessun aumento di tariffe a Casate, Sinigaglia e Palaghiaccio: ma il biglietto ha una scadenza oraria. Critiche da Svolta Civica: «Più disagi per gli utenti: il relax diventa una corsa contro il tempo»
Lettura 1 min.Como
Gli ingressi al lido estivo di Casate, ma anche in piscina e persino al Palaghiaccio diventeranno a tempo, come se fossero dei parcometri.
Un’ora e mezza in vasca e solo quattro al lido
In pratica nelle nuove tariffe deliberate dalla giunta in vista dell’affidamento della gestione ai privati (sono state aperte le manifestazioni di interesse) nelle due piscine non si riscontrano aumenti , ma c’è una modifica sostanziale. Per l’ingresso vasca sia alla Sinigaglia che a Casate si può stare massimo un’ora e mezza a fronte dello stesso costo del biglietto.
La stessa formula temporale prevede per il lido esterno di Casate un ingresso a 7 euro (intero) ma ora (a differenza del passato) per un massimo di 4 ore. Questo vuole dire che chi è abituato a passare la giornata al lido (tra tintarella, beach volley, nuotate, tappa al bar e pranzo) non potrà più farlo o, comunque, il biglietto previsto vale solo 4 ore. Per il nuoto libero nella piscina coperta è stato introdotto il limite di un’ora e mezzo, sia d’estate che d’inverno.
Stesse regole al Palaghiaccio
Il tempo diventa il fattore chiave anche al Palaghiaccio. Oggi per il pattinaggio libero si pagano 5,50 euro nei pomeriggi feriali e 6,50 nei festivi e la sera mentre le nuove tariffe, oltre a prevedere un aumento (6 euro feriali, 7 euro festivi), impongono anche un tempo massimo di un’ora e mezza. Insomma, niente più pomeriggi o sere a pattinare mentre si fanno quattro chiacchiere con gli amici. Non è specificato se nei 90 minuti uno debba anche cambiarsi. Di certo c’è che diventa fondamentale dotarsi di cronometro.
Nessi: «Così il tempo libero diventa corsa contro il cronometro»
La decisione sta sollevando una serie di perplessità. Il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi attacca contestando la decisione della giunta. Il consigliere parla di «una scelta che rischia di trasformare lo sport e il tempo libero in una corsa contro il cronometro». Poi entra nel dettaglio: «Chi frequenta questi impianti non cerca solo una prestazione sportiva, ma anche un momento di benessere, socialità e relax. Le famiglie, gli anziani, i ragazzi e i cittadini che utilizzano questi spazi pubblici meritano servizi accessibili senza continue limitazioni. La conseguenza concreta di questa decisione è evidente: per trascorrere più tempo negli impianti sarà necessario acquistare ulteriori ingressi o accettare permanenze drasticamente ridotte. In entrambi i casi aumentano i disagi per gli utenti e si riduce la qualità del servizio». E chiude con una stoccata al sindaco: «Ancora una volta Rapinese sembra privilegiare regole e restrizioni invece di investire in una città vicina alle esigenze delle persone. I cittadini chiedono impianti efficienti, orari adeguati e servizi migliori, non nuovi vincoli».
© RIPRODUZIONE RISERVATA