Imu, Irpef e Tari: tasse per 54 milioni. A testa (neonati compresi) 670 euro

Tributi Quest’anno 28,6 milioni dagli immobili, 16 dai rifiuti e 9,5 dall’imposta comunale ridotta. Dal soggiorno dei turisti arriveranno circa 1,9 milioni. Erano 1,3 nel 2019, prima della pandemia

Ogni comasco (neonati inclusi) pagherà nel 2023 670 euro in tasse a Palazzo Cernezzi. Dall’Imu all’Irpef comunale fino alla Tari. Una statistica che non rispecchia la realtà, visto che si va da chi non paga nulla a chi verserà cifre di gran lunga superiori, ma che dà uno spaccato di quanto incidono le imposte virtualmente su ogni cittadino.

Le stime del Comune

In totale, secondo le stime effettuate dal settore Tributi, la parte più cospicua arriverà dall’Imu con 28,6 milioni su base annua suddivisi in due rate (le aliquote sono rimaste invariate). In totale ogni anno sono più o meno 46mila i versamenti che vengono effettuati (circa 500 quelli per le case di lusso e 600 per le aree edificabili). La parte più consistente delle entrate deriva da seconde case, box, uffici e negozi. Sulla quota totale circa 8 milioni tornano allo Stato, mentre la parte rimanente va nelle casse comunali. All’imposta sugli immobili si aggiunge l’addizionale Irpef comunale con 9 milioni e 522mila euro. Per la prima volta da anni è stata applicata, anche se minima e al limite del simbolico, una riduzione: si è passati infatti dal massimo di 0.8% (del 2014) allo 0.77% attuale che, in termini di ricadute sui conti del Palazzo Cernezzi, significa un minor gettito pari a circa 250mila euro.

Alle tasse comunali che devono versare i comaschi va aggiunta anche la Tari (la legge prevede che il costo del servizio debba essere interamente coperto dai contribuenti). Per il 2023 il costo stimato dall’amministrazione comunali è pari a 16 milioni di euro.

Da qui si deduce che complessivamente i comaschi solo a Palazzo Cernezzi verseranno 54 milioni e 122mila euro. Che significa (calcolando 83.572 abitanti) 647,60 euro ciascuno, bebé inclusi.

Capitolo a parte è quello della tassa di soggiorno, versata dai turisti che visitano la città in base al numero dei pernottamenti e alla struttura scelta per le vacanze. Complessivamente la cifra inizia ad essere davvero significativa, visto che le previsioni parlano di 1,9 milioni, ma in sede di rendiconto il numero potrebbe anche crescere visto che si annuncia - le premesse ci sono tutte compresi i primi numeri degli addetti ai lavori - una stagione da record, addirittura superiore a quella dello scorso anno, quando i dati erano tornati a livelli superiori a quelli pre pandemia. Solo per dare un metro di paragone nel 2019, ultimo anno prima del Covid, Palazzo Cernezzi dalla tassa di soggiorno aveva incassato 1,3 milioni di euro. Cifra importante allora che ora è cresciuta, almeno nelle stime, di 700mila euro.

Da 0,75 a 4 euro

Proprio nel 2020, per avere un dato, l’anno dei lockdown mondiali e della pandemia, Palazzo Cernezzi aveva incassato dalla tassa di soggiorno 540mila euro. L’imposta di soggiorno, a partire dal primo aprile del 2019, prevede per le strutture ricettive alberghiere un minimo di 0,75 euro a notte per gli alloggi a una stella fino ai 4 euro a notte per i cinque stelle (nei tre stelle si pagano 2 euro e 2,5 euro nei quattro stelle).

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