In Ca’ d’Industria mancano gli Asa: «C’è un piano d’emergenza»
Terza età La Rsa comasca in affanno: «Fatichiamo a reperire personale» - Con le ferie possibili problematiche
Mancano assistenti sanitari, la Ca d’industria vara un piano di emergenza.
La premessa è che le Rsa della fondazione cittadina hanno dei livelli d’assistenza sopra agli standard fissati e che strutture come Le Camelie offrono un servizio considerato di alto livello nel settore della cura degli anziani. E però, non da oggi, ma da anni, anche le strutture della Ca’ d’Industria soffrono la carenza di infermieri ,operatori e assistenti, tanto da avere più volte fatto appello alle autorità locali e nazionali.
Ora, in vista di possibili assenze e riduzioni dell’organico, è stato diramato per il turno del pomeriggio un piano d’emergenza che scatta in automatico per la gestione di alcuni nuclei residenziali in particolare in via Bignanico. In sostanza un operatore resta fisso per gestire il proprio nucleo residenziale e uno invece fa la spola, dunque si passa da quattro a tre assistenti. Al mattino, si legge nell’avviso, al piano meno uno dove ci sono più ospiti autonomi, «si decide insieme all’infermiere la predisposizione delle alzate e delle messe a letto dei clienti in previsione dell’organizzazione del turno pomeridiano, anticipando le messe a letto del dopo merenda, eventualmente un operatore si ferma a sua disponibilità fino alle 15». Chi fa il riposino, recita sempre il documento, «non fa la seconda alzata del pomeriggio». Bisogna inoltre «tenere in considerazione le necessità dei clienti come ad esempio le visite dei parenti». «L’infermiere presente al piano deve supervisionare e provvedere alla somministrazione del pasto “complicato”».
Oltre ai ponti festivi i periodi più critici a proposito di assenze e copertura dei turni sono quelli delle ferie. Il sindacato ha già preso posizione. «Dal contenuto del piano emergono criticità rilevanti – così scrive ai vertici della Ca’ d’Industria Giuseppe Callisto, segretario della Funzione pubblica della Cgil di Como – rispetto alla modalità di introduzione del provvedimento e alle ricadute sull’organizzazione del lavoro, sui carichi assistenziali e sulla tutela della salute e della sicurezza degli utenti e dei lavoratori. In particolare la riduzione del personale per nucleo e l’assegnazione a singoli operatori della gestione di più settori e attività assistenziali appaiono suscettibili di determinare un incremento significativo dei carichi di lavoro e conseguenze sulla qualità dell’assistenza».
A fronte delle difficoltà sollevate a fine mese la Ca’ d’Industria ha congelato il piano d’emergenza in attesa di un confronto entro fine mese.
«Ne discuteremo – spiega Marisa Bianchi, direttore generale della Ca’ d’Industria – anche avendo introdotto dei bonus per l’assunzione abbiamo perduranti difficoltà a reperire personale. Pur rimborsando la rette per i corsi di formazione degli assistenti e degli operatori sanitari, che riconosciamo a nuovi dipendenti, ci sono pochi iscritti. Gli assistenti stranieri faticano a farsi riconoscere i titoli di studio, l’iter burocratico per i professionisti in arrivo dall’estero è lungo. Riusciamo comunque a mantenere i livelli d’assistenza sopra agli standard, ma le difficoltà nel tempo sono aumentate».
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