In pancia 79 ovuli di coca. Il corriere tace davanti al giudice

Al confine Trentenne nigeriano fermato al valico a bordo di un pullman proveniente da Amsterdam

Vengono chiamati “bodypacker” e sono quelle persone che, nonostante importanti rischi per la propria salute, accettano di trasportare della droga nascosta nel proprio corpo. I più noti sono quelli che ingurgitano ovuli di cocaina, passando in questo modo il confine degli stati. Di un intervento per fermare un “bodypacker” abbiamo dato conto ieri, con l’arresto di un nigeriano – Saturday Nweabi, 30 anni – che sabato scorso era a bordo di un pullman in arrivo da Amsterdam e diretto a Milano.

In corpo, scoperto dalla guardia di finanza di Ponte Chiasso, aveva circa 800 grammi di polvere bianca, in parte già rigurgitata prima di passare il confine. E proprio in seguito a questo attimo di debolezza – 25 gli ovuli rimessi su un totale di 79 ingurgitati – il cane delle fiamme gialle ha potuto fiutare gli ovuli di cocaina (che erano poi stati nascosti in uno zaino) che hanno permesso ai militari della finanza di approfondire la situazione.

Il nigeriano, fatto scendere dal pullman e portato ad effettuare una radiografia, era stato scoperto con anche il resto dello stupefacente trasportato nel proprio corpo. L’uomo era stato arrestato e nella giornata di ieri è stato sentito dal giudice delle indagini preliminari di Como. Davanti al magistrato tuttavia il trentenne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, rimandando ad un futuro eventuali interrogatori di fronte direttamente al pubblico ministero che lo sta indagando, ovvero la dottoressa Simona De Salvo.

Il quantitativo dello stupefacente trasportato in corpo, che come detto era quasi di 800 grammi, sul mercato dello spaccio avrebbe potuto fruttare una cifra superiore ai 60 mila euro.

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