In Piazza Cavour per la Giornata degli Internati: tra i paracadutisti del Tuscania e la memoria dei deportati
L’evento. Solenne cerimonia con l’esibizione del 1° Reggimento Carabinieri, il discorso del Prefetto Corrado Galli e la consegna delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica
Lettura 2 min.Como
Una mattinata carica di solennità, memoria e profonda emozione quella vissuta oggi in piazza Cavour. Il capoluogo si è stretto attorno alle sue istituzioni per la celebrazione della “Giornata degli internati italiani dei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale”, per rendere omaggio al sacrificio di militari e civili deportati e destinati al lavoro nei lager nazisti.
Il volo del “Tuscania” e l’Alzabandiera
Ad aprire la manifestazione è stata la spettacolare esibizione della Sezione Paracadutismo Sportivo del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. I militari si sono resi protagonisti di quattro lanci ad alta quota, disegnando evoluzioni nel cielo comasco prima di atterrare nei pressi di Piazza Cavour srotolando un imponente Tricolore, accolto da lunghi applausi della cittadinanza. Successivamente, la celebrazione si è avviata con la solenne cerimonia dell’Alzabandiera, scandita dal picchetto interforze e dall’Inno Nazionale. Presenti alla cerimonia le principali autorità civili, militari e religiose della provincia, nonché i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma
Le parole del Prefetto Corrado Galli
Particolarmente incisivo è stato l’intervento del prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, che ha voluto richiamare il valore profondo di questa ricorrenza: «Oggi celebriamo la giornata degli internati nei campi di concentramento tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale, che non può essere esclusivamente un momento commemorativo. Credo che debba essere un’occasione per dare nome e significato alla memoria e alla dignità di uomini e donne che hanno subito la deportazione, l’internamento e poi la sottoposizione al lavoro coatto per alimentare l’economia di guerra, pagando un tributo altissimo, spesso con la vita».
Sottolineando l’importanza delle onorificenze e della storia con la “s” minuscola fatta dalle persone comuni, il prefetto ha proseguito: «Dietro ciascuna medaglia c’è una persona, c’è una famiglia. C’è una storia fatta di privazioni, sofferenze, paura, però soprattutto anche tanta dignità. Le medaglie d’onore ci ricordano che la guerra non è fatta solamente di grandi eventi o delle dichiarazioni dei grandi protagonisti. La storia è fatta anche dalle vite normali, dalle persone comuni che si sono trovate travolte dagli eventi, ma che anche in queste condizioni critiche hanno saputo viverla con assoluta dignità.»
Infine, Galli ha ribadito il concetto di senso civico e appartenenza a una comunità condivisa: «Una comunità non è soltanto un insieme di cittadini che condividono lo stesso territorio. Per sintetizzare, non basta dire “Sem de Comm, sem italian” per essere comunità. Una comunità è tale quando riconosce di avere una storia comune, quando sa custodire la memoria di chi l’ha preceduta. Lo Stato, attraverso questa cerimonia, si fa idealmente vicino a voi e riconosce che la memoria privata deve diventare memoria pubblica. Questo è il significato più profondo della giornata che celebriamo oggi: ricordare insieme, riconoscere insieme e trasmettere insieme».
La consegna delle Medaglie d’Onore
Il momento centrale della mattinata ha visto la consegna delle 37 Medaglie d’Onore, conferite dal Presidente della Repubblica ai familiari dei deportati comaschi nei lager nazisti, a dare di persona le medaglie c’erano il prefetto e i sindaci dei comuni di provincia.
I giovani e la chiusura in musica
In un ideale passaggio di testimone tra passato e futuro, la cerimonia si è conclusa con la premiazione dei primi cinque vincitori del concorso studentesco “Racconta la Tua Repubblica” (Alessandro Santi, Alessandro Pedetti, Francesco San Cesario, Simone Boatto e Riccardo Castiglione) e con le note dell’Inno d’Italia intonato dal Coro del Liceo Musicale e Coreutico “Giuditta Pasta”, accompagnato da suggestivi effetti scenografici tricolore.
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