In tantissimi per la protesta su due ruote nel centro di Como: «La città non si chiude ai ciclisti»

La biciclettata. Grande partecipazione alla manifestazione promossa da Nova Como contro le nuove restrizioni. Famiglie, giovani e residenti hanno attraversato il centro per chiedere la sospensione della delibera e un tavolo di confronto con il Comune

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Como

Un lungo e pacifico corteo di circa duecento persone, tra cui tantissimi ragazzi, bambini e famiglie, ha attraversato le vie del centro storico di Como. Partita alle 11 da piazza Perretta, la biciclettata di protesta si è conclusa a Palazzo Cernezzi, lanciando un messaggio chiaro e condiviso all’amministrazione cittadina.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Nova Como, è nata per contestare l’istituzione della cosiddetta “Apu Rossa”, l’area a massima tutela nella quale biciclette e monopattini potranno transitare soltanto se condotti a mano. Per sottolineare le difficoltà applicative delle nuove norme, i partecipanti hanno percorso il tragitto rispettando rigorosamente le disposizioni previste: si sono alternati tratti in sella e tratti a piedi, conducendo la bicicletta a mano nei punti soggetti al divieto.

Il presidente di Nova Como, Vincenzo Falanga, ha spiegato così le motivazioni che hanno spinto alla piazza: «Abbiamo letta questa decisione come l’ennesimo segnale di penalizzazione per chi vive e lavora in città. Questa amministrazione, da anni, sta portando avanti politiche che penalizzano i residenti e i cittadini. Questo è l’ennesimo atto, attuato senza nessun confronto con i cittadini né con le associazioni. Di conseguenza, non ne capiamo neanche la ragione».

A rincarare la dose è la vicepresidente Teresa Minniti, che punta l’attenzione sulla mancanza di alternative concrete e sui rischi per la sicurezza dei ciclisti: «Chiediamo assolutamente la sospensione della delibera, di avviare un tavolo di lavoro e un confronto con tutte le categorie interessate da questo divieto, sostanzialmente i cittadini, cioè i ciclisti, che verranno penalizzati. È un divieto generalizzato, assolutamente ingiustificato e sproporzionato rispetto all’assenza totale di interesse pubblico. Noi riteniamo che non ci sia un problema di sicurezza nel nostro centro storico e che le biciclette non rappresentino un pericolo. Anzi, la categoria che andrebbe tutelata è proprio quella dei ciclisti che, dati Istat alla mano, rappresentano una categoria a rischio nelle nostre strade. Il centro storico è l’unica zona sicura per la loro viabilità. Il sindaco ce lo chiude e, di contro, non predispone una rete ciclabile».

Il sostegno dei cittadini

La risposta della cittadinanza alla protesta è stata ampia, raccogliendo l’adesione di molti residenti stanchi delle continue restrizioni sulla mobilità quotidiana. «Ci fa piacere vedere tanta partecipazione, perché questa protesta è trasversale. Abbiamo avuto consigli e segnali di apprezzamento da diverse parti - sottolinea ancora il direttivo di Nova Como -. La maggior parte delle persone ci dice, sostanzialmente, che questa modalità di azione di governo del centro storico è assolutamente penalizzante per chi decide di non utilizzare l’auto, per chi porta i bambini a scuola, per chi fa la spesa e per chi, comunque, decide di vivere la città. Sappiamo che in questo momento Como sta attraversando un cambiamento strutturale non da poco, ma tutti ci hanno segnalato la stessa cosa: manca veramente la strategia e la visione della Como che vogliamo tra 15 anni. Questa visione è stata del tutto abbandonata».

I partecipanti hanno percorso il tragitto rispettando rigorosamente le disposizioni previste

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