In terapia neonatale ci sono delle nuove culle inutilizzate
Sanità Il reparto è stato ampliato con un investimento da 1,2 milioni, ma la burocrazia blocca ancora tutto. Il paradosso dei 5 letti fantasma
Como
I nuovi letti della Terapia intensiva neonatale sono pronti da un anno e mezzo, ma non sono mai stati usati.
Dopo la pandemia, insieme al progetto per allargare il Pronto soccorso, l’Asst Lariana si preparava a ingrandire l’unico reparto di terapia intensiva neonatale rimasto alla nostra provincia. Chiuso lo stesso servizio al Valduce dal 2019, anche alla luce del calo delle nascite. Tutto grazie a un investimento importante, pari a circa 1,2 milioni di euro pubblici in particolare tramite la Regione. Di fatto la dotazione dei posti letto doveva passare da 15 a 20 unità. Per la precisione l’aumento previsto era da sei a otto letti di terapia intensiva e da nove a 12 letti di sub intensiva, la fase delle cure che segue quella più acuta. Dunque nel complesso un aumento significativo della capacità operativa.
Già alla fine del 2022 l’ospedale annunciava «nel corso del prossimo anno» l’avvio dei lavori. Allestiti i cantieri gli operai sono poi effettivamente arrivati nel febbraio del 2024. Nel successivo mese di giugno il delicato reparto capace di assistere neonati prematuri è stato anche trasferito all’interno del Pronto soccorso, per ultimare le opere, fino ad estate inoltrata. Quindi dall’autunno di fatto gli spazi erano già utilizzabili da infermieri e specialisti. Niente da fare però per i nuovi letti aggiuntivi, già sistemati. Con il nuovo anno chiesti aggiornamenti l’Asst Lariana spiegava che erano in corso «le richieste di accreditamento». Passano i mesi e ancora niente di fatto, poi a settembre del 2025 una nuova nota dal Sant’Anna. «I lavori di ampliamento della terapia intensiva neonatale sono stati completati, l’azienda ha già predisposto quanto di propria competenza, rimanendo in costante interlocuzione con gli organi regionali, anche in considerazione delle recenti indicazioni in merito alla rete integrata materno infantile». Ed è proprio di settembre l’ok da parte dell’Ats all’adeguamento degli spazi del reparto chiesto dal Sant’Anna, superate delle «carenze istruttorie» rilevate ad agosto dopo un sopralluogo. La capienza della terapia intensiva neonatale però non è mai stata aumentata, il reparto ha continuato ad usare massimo 15 letti, non tutti e 20.
Occorre dire che attorno alla terapia intensiva neonatale c’è un forte sostegno da parte dei genitori, riuniti in associazione, capaci di accendere i riflettori su un servizio essenziale per il territorio, oltre che pronti a raccogliere fondi e donazioni. La nostra Tin, così viene abbreviata, cura 200, 250 bambini prematuri l’anno o con complicate patologie della primissima infanzia. E dunque attende di poter sfruttare le nuove strumentazioni. «I nuovi spazi ristrutturati sono già accreditati e pienamente operativi per l’attività assistenziale – questo è l’ultimo aggiornamento comunicato ieri dall’Asst Lariana - per quanto riguarda l’attivazione degli ulteriori posti letto, l’azienda si appresta ad avviare il relativo iter di accreditamento. Come noto, si tratta di un percorso articolato in diverse fasi, tra cui il reclutamento del personale necessario».
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