Accusato di due rapine, ma al giudice nega tutto

Il caso Il trentenne è indagato per i due colpi a segno dal cartolaio: «Ma io non ci sono mai entrato»

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Ha risposto alle domande del giudice dicendo di non essere stato lui ad entrare in cartoleria per rapinare il negozio. Ha negato ogni accusa, sia quella del primo assalto di venerdì 11 settembre, in cui la negoziante settantenne era stata picchiata e poi dimessa dall’ospedale Sant’Anna con una prognosi di 20 giorni, sia quella della seconda rapina del 15 settembre. Il gip, tuttavia, al termine dell’interrogatorio ha convalidato il fermo del pakistano arrestato dai carabinieri proprio in quanto sospettato della doppia rapina alla “Cartoleria Briantea”.

I militari dell’Arma erano risaliti a lui grazie al riconoscimento delle vittime, ma anche grazie ad un documento che l’uomo aveva fotocopiato poco tempo prima nella stessa cartoleria, con un appuntamento fissato per il 22 settembre in Questura a Milano. In quel documento, poi dimenticato nella fotocopiatrice, recuperato dai titolari del negozio e infine consegnato ai carabinieri, era rimasto il nome del sospettato, Ahmed Juanid, 32 anni senza fissa dimora, attorno a cui si erano sviluppate le indagini. Eppure, anche di fronte a questa prova, l’arrestato ha negato dicendo di ricordare quel documento, ma aggiungendo che in cartoleria non era andato lui ma un amico che gli aveva fatto un favore. Il giudice non gli ha comunque creduto lasciandolo in carcere. Tra l’altro, da quanto è stato possibile ricostruire, nelle attività di indagine è poi rientrato anche il furto di un portafoglio che l’uomo – anche in questo caso riconosciuto – aveva fatto a degli studenti dopo avergli lanciato contro delle bottiglie.

Il pakistano di 32 anni è dunque accusato dalla Procura di Como e dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della doppia rapina ai danni della “Cartoleria Briantea”, del furto ai ragazzi del portafoglio e anche di una serata sopra le righe tra viale Varese e la stazione di Como San Giovanni dove era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo infatti, dopo le rapine in cartoleria, era scomparso nel nulla. Particolare era stato l’epilogo della vicenda: nella notte tra domenica e lunedì, era stato arrestato dalle volanti della polizia per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, deturpamento ed imbrattamento di cose altrui e getto di cose pericolose, in seguito alla chiamata di alcuni cittadini che avevano lamentato il comportamento aggressivo e violento dello straniero. Una volta arrestato e portato negli uffici di viale Roosevelt, era poi emerso che di fronte agli agenti delle volanti c’era proprio l’uomo che era ricercato da giorni dai carabinieri per le rapine andate in scena alla Cartoleria Briantea.

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