Infermieristica, il corso di laurea a Como è tutto esaurito

Dopo anni di borse andate a vuoto tornano a riempirsi i cento posti assegnati all’università dell’Insubria

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Como

Infermieristica, il corso di laurea a Como è tutto esaurito. Dopo anni di borse andate a vuoto tornano a riempirsi i cento posti assegnati all’università dell’Insubria. Nel 2024 prima dell’inizio delle lezioni il 44% dei banchi era rimasto vuoto, il 35% lo scorso anno, nonostante il Ministero abbia assegnato da tre anni all’ateneo cento posti invece di 75 i candidati andavano sparendo. Adesso invece su cento posti 83 sono già occupati da nuove matricole, dieci si sono pre iscritte e stanno formalizzando la loro posizione. Per i sette posti ancora da assegnare l’ateneo deve scorrere come sempre succede le graduatorie degli altri percorsi di laurea nelle professioni sanitarie, fisioterapia, ostetrica, eccetera. E’ quasi matematico però secondo l’università dell’Insubria che entro metà ottobre le procedure portino alla saturazione dei posti viste le generali richieste in esubero. Anche perché i corsi di infermieristica a Varese, 100 posti e Busto, 50 posti, sono nelle stesse condizioni.

Quest’anno c’è stato un generale aumento delle domande d’iscrizione a infermieristica in tutta Italia, raccolte 21.907 domande contro le 18.836 del 2025, +16,3%. Nel nord Italia si è passati da 6.225 domande alle 7.437 domande appena ricevute dagli atenei. E’ presto per immaginare un ritorno di interesse delle giovani generazioni verso questa professione, comunque dura e non riconosciuta a dovere. E però vista la grave carenza di professionisti il dato lascia ben sperare.

«E’ la prima volta dopo tanti anni che si assiste a questa inversione di tendenza, i motivi possibili non sono ancora stati oggetto di analisi – dice Manuela Soncin, responsabile della direzione aziendale delle professioni socio sanitarie dell’Asst Lariana - come noto la gestione del personale non medico sconta negli ultimi anni una grande difficoltà nel reclutamento. In molte professioni sanitarie, ma soprattutto tra gli infermieri, con una carenza stimata in Lombardia pari a 9mila unità. Noi per fare fronte alle fuoriuscite abbiamo bandito nel 2025 ben 76 procedure, di cui 15 bandi e 61 avvisi, nel 2026 siamo a 59 procedure, 18 concorsi e 40 avvisi». Uno sforzo che non sempre risulta sufficiente. Il centro sud, dove il costo della vita è meno caro, sta stabilizzando tanti sanitari, drenando dal nord risorse. «Qui vicino a noi la Svizzera come noto offre stipendi alti il doppio se non il triplo – così ancora Soncin – c’è poi una elevata competizione con il privato, anzi con la libera professione che attrae tanti infermieri che preferiscono muoversi con maggiore indipendenza». Davvero pochi gli infermieri di famiglia e di comunità, una specialità ancor più rara.

Tra ospedali, ambulatori, privati accreditati, ma anche calcolando le Rsa e le comunità protette nel nostro territorio si stima la mancanza di circa 500 infermieri rispetto al corretto rapporto con le strutture e la popolazione presente. Il corso di laurea in infermieristica è triennale, ma offre la possibilità di frequentare master che pure in Italia quest’anno hanno raccolto più domande che in passato.

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