Infortuni sul lavoro: «Le poche morti non siano un alibi». E si attende il Tavolo in Prefettura
Como Dopo la pubblicazione dei dati semestrali di Inail, Uil Lombardia ha redatto un report che riprende anche i dati del Comasco
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«Gli infortuni aumentano in tutte le province, le malattie professionali crescono a doppia cifra e settantacinque denunce mortali in sei mesi restano una ferita inaccettabile. Il lieve calo cumulato dei mortali non deve diventare un alibi». Commenta così Vittorio Sarti, segretario confederale UIL Lombardia (con delega Salute e sicurezza), i dati pubblicati da Inail riguardo ad infortuni sul lavoro e malattie professionali denunciate nel primo semestre del 2026.
Analizzando le tabelle, si è scoperto che anche in provincia di Como i casi di infortunio, 2.992 da gennaio, sono aumentati dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un aumento che supera persino l’aumento medio regionale.
«Preoccupano l’aumento tra i lavoratori nati fuori dall’Unione europea, la crescita delle patologie psichiche e l’elevato numero di denunce tra gli studenti. La prevenzione deve seguire le filiere, soprattutto negli appalti e subappalti, ed entrare nelle politiche industriali, negli investimenti pubblici e nella contrattazione. Chiediamo un piano regionale interistituzionale con obiettivi misurabili, organici stabili nei servizi PSAL, delle ATS e nell’Ispettorato, una banca dati condivisa, trasparenza sui risultati della vigilanza e pieno coinvolgimento di RLS e RLST. Dobbiamo passare dalla repressione alla prevenzione. L’obiettivo resta uno: Zero Morti sul Lavoro.» conclude Sarti.
Quell’obiettivo, a Como, è già stato violato, con il caso di un lavoratore morto a fine marzo. «Sul territorio comasco ci sono alcuni elementi che impongono una riflessione - spiega Dario Esposito, coordinatore Uil di Como -. L’Ispettorato territoriale del lavoro opera con una carenza di organico che si aggira intorno al 45%; anche lo PSAL di ATS Insubria si confronta con una pianta organica non completa». C’è poi la questione del Tavolo provinciale sulla sicurezza, che sarebbe dovuto essere istituito alla Prefettura: «Abbiamo inoltre fortemente creduto nell’istituzione del Tavolo, perché riteniamo possa essere uno strumento prezioso di coordinamento, analisi e programmazione. Proprio per questa ragione auspichiamo che possa diventare concretamente operativo: a distanza di circa un anno, attendiamo ancora la sua convocazione».
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