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Il caso Sanzione contro l’Uggiatese per una partita degli Under 14: multa di 500 euro e squalifica del campo. La società: «Non ci risulta, ma faremo chiarezza»
Uggiate con Ronago
Frasi offensive del pubblico nei confronti dell’arbitro, e in seguito frasi discriminatorie verso il padre dell’arbitro, presente alla partita e portatore di disabilità fisica. Non è stato tenero il giudice sportivo nei confronti dell’Uggiatese, punita con 500 euro di ammenda e due gare da giocare a porte chiuse nel campionato di calcio Under 14.
Ma ricostruiamo brevemente i fatti. La partita è quella tra Villaguardia e Uggiatese, disputata il 23 novembre a Uggiate. Da quanto si legge nel comunicato ufficiale della Delegazione Lnd-Figc di Como, «si è in appreso che il pubblico di chiara parte della società Uggiatese rivolgeva all’arbitro dapprima frasi offensive, per rivolgere successivamente frasi discriminatorie al padre, portatore di evidente disabilità fisica. Per questo si delibera di omologare la gara con il risultato (2-2) del campo, di squalificare il campo di gioco dell’Uggiatese per due gare effettive e di comminare alla società Uggiatese l’ammenda di 500 euro». Il provvedimento, di fatto, è il massimo possibile applicabile.
Una situazione paradossale, anche considerato che il pubblico in gran parte era formato da genitori dei giovani calciatori in campo. Genitori che avrebbero insultato una persona disabile per colpire un arbitro minorenne.
E infatti sempre nella comunicato delle Delegazione di Como si legge anche che l’episodio è ritenuto grave per diverse concause: «Le offese sono rivolte a un genitore, quindi un familiare, in un’ottica di colpire indirettamente l’arbitro; sono indirizzate ad una persona con evidente disabilità, il che costituisce una doppia discriminazione; sono destinate ad un arbitro, nel caso di specie, minorenne, che subisce indirettamente l’offesa discriminatoria al genitore, in un momento in cui dovrebbe essere protetto e tutelato per la sua età e il suo ruolo».
Fin qui, il comunicato ufficiale del giudice sportivo. Versione che – almeno in parte – viene però smentita dalla stessa società dell’Uggiatese, nella persona del presidente, Raffaele Donadini: «Abbiamo fatto una riunione in società, e a quanto abbiamo appurato non ci risulta che ci siano stati tutti questi insulti discriminatori nei confronti del papà dell’arbitro».
Ieri pomeriggio, poi, un comunicato, dove si ribadisce la posizione già evidenziata dal presidente. E si aggiunge: «La Società Uggiatese Calcio 1948 ha immediatamente avviato le verifiche necessarie per chiarire l’accaduto. Condanniamo a prescindere con fermezza qualsiasi forma di violenza verbale nei confronti di chiunque, in ambito sportivo e non. Siamo consapevoli che, talvolta, il comportamento sugli spalti non rispecchi i valori dello sport e, per questo, ogni anno ci impegniamo a sensibilizzare genitori e sostenitori affinché simili atteggiamenti non si ripetano».
Inoltre la vicenda rappresenta «un duro colpo per la nostra Società, composta da dirigenti, volontari e genitori che, mossi dalla passione, dedicano tempo ed energie alla crescita dell’Uggiatese. Proprio per questo intendiamo fare piena luce sulla vicenda. La salvaguardia del buon nome dell’Uggiatese, che da quasi ottant’anni promuove sport, rispetto e lealtà, resta per noi una priorità assoluta».
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