Per il presidente del consorzio taxi boat il pontile a Villa Geno non può funzionare:
«Facciamolo al Tempio Voltiano»

Turismo Parla Matteo Planta: «La proposta: gite a 20 euro per i comaschi. I “buttadentro”? Tante mail, ma poche risposte»

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«Una delle idee a cui stiamo pensando sarebbe quella di installare un pontile alla spiaggetta del Tempio Voltiano, così si risolverebbero due problemi enormi in un colpo solo». A lanciare la proposta che promette di scuotere il dibattito sulla gestione delle sponde cittadine è Matteo Planta, presidente del neo-costituito consorzio degli operatori del noleggio barca con conducente. Il piano non punta solo a ridisegnare la logica degli attracchi, ma mira a sanare una storica piaga legata al decoro e alla sicurezza pubblica: «Quella zona verrebbe continuamente presidiata e monitorata dalle persone che ci lavorano - spiega Planta - e in questo modo si eviterebbe finalmente che la gente ci vada a fare il bagno, cosa che nonostante i divieti succede purtroppo tutti gli anni anche se l’acqua è sporca e non si potrebbe. Spostandoci lì daremmo un servizio di controllo naturale alla città».

In contrapposizione al progetto del Comune

L’idea del Consorzio si pone in contrapposizione con le attuali intenzioni del Comune, e Planta spiega nel dettaglio perché l’ipotesi di spostare il pontile dedicato a ncc, taxi boat e diversi tipi di imbarcazioni a noleggio più in su, verso quello di Villa Geno, sia impraticabile e rischiosa: «L’idea dell’amministrazione non è assolutamente sicura. I moli che usiamo oggi hanno un frangiflutti, lì l’acqua è piatta e si manovra bene. Al pontile della Villa, invece, non c’è alcun riparo, la zona è completamente esposta e soggetta a un moto ondoso pazzesco. Immaginate la scena: c’è chi prende per la prima volta un barchino a noleggio senza patente, è su di giri, vuole solo farsi il bagno con gli amici e quasi non ti ascolta mentre gli spieghi le regole e come funziona la barca. Poi esce da quel molo non riparato, alza gli occhi e si trova l’aliscafo davanti nel punto più stretto di tutto il lago. Lì è pericoloso e rallenterebbe tutto il sistema, mentre al Tempio Voltiano o a Marina 2 si lavorerebbe in totale sicurezza».

«Forte malcontento: la gente dice che i prezzi sono folli»

Oltre alla grande rivoluzione logistica del molo, il neonato Consorzio vuole lanciare un forte segnale di apertura e vicinanza alla cittadinanza, offrendo una svolta solidale contro il caro-turismo. «C’è un forte malcontento, la gente dice che i prezzi sono folli e che i comaschi non possono più godersi il proprio territorio. Per questo vogliamo fare una giornata al mese a prezzi calmierati, dedicata solo a chi vive a Como e provincia. Metteremo a disposizione una barca a testa a venti euro a persona, o a offerta libera, e daremo tutto il ricavato in beneficenza. Possiamo far navigare 150 persone all’ora. Vogliamo che il lago torni a essere dei comaschi».

No alle etichette denigratorie

«La definizione di taxi boat non ci piace per nulla: noi vendiamo un’esperienza. Siamo professionisti»

Un’operazione che serve anche a rivendicare l’orgoglio di una categoria che rifiuta le etichette denigratorie. «A noi la definizione di “taxi boat” non piace per nulla - precisa il presidente - perché non facciamo un semplice trasporto da A a B, noi vendiamo un’esperienza. Navigo da quando ho 18 anni, oggi ne ho 45 e facevo il sommozzatore. Lavoro quattordici ore al giorno e mi scoccia leggere sul giornale che siamo degli “abusivi”. Siamo professionisti con patente da diporto, Scia in Comune, assicurazioni e iscrizioni commerciali a Motorizzazione e Autorità di Bacino. Siamo i primi a volere le regole e a dire no al procacciamento selvaggio con le cartellette in faccia ai turisti. Abbiamo mandato 15 Pec a istituzioni e autorità come il Comune e le forze dell’ordine per collaborare e creare un infopoint ufficiale, ma ci ha risposto solo la Provincia e l’Autorità di Bacino, dagli altri il vuoto. Noi vogliamo solo sederci a un tavolo, essere ascoltati e proteggere il futuro del nostro lago».

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