Cronaca / Como città
Sabato 17 Gennaio 2026
La bilancia demografica del Comasco: in 20 anni gli over 80 sono quasi raddoppiati
Como I dati Istat e le previsioni fino al 2035 fanno pensare anche al mondo della scuola
In vent’anni perdiamo più di 21mila under 14, in trenta guadagniamo più di 30mila over 80. La bilancia demografica nel corso degli ultimi anni, non solo nella nostra provincia, sta assumendo un equilibrio diverso. Il peso della terza età cresce al contrario del contributo fornito dai minorenni. La nuova conformazione della struttura della popolazione è destinata a diventare più evidente e marcata nei prossimi anni.
Leggere i numeri
Fatti i dovuti calcoli dal 2005 all’anno scorso i comaschi in età pediatrica sono già calati di quasi 6mila unità, ovvero di due punti percentuali rispetto al totale dei residenti. Secondo le proiezioni fornite dall’Istat, gli under 14 nella nostra provincia diminuiranno di oltre 8mila unità entro il 2035, ovvero un meno 4% sulla popolazione complessiva nell’arco di venti anni. Il crollo è maggiore rispetto al 2015, visto che il numero dei nuovi nati nel Comasco nei primi anni duemila è comunque sempre cresciuto. Spingersi oltre nelle previsioni non è facile, ma è difficile immaginare imminenti cambiamenti. La platea delle possibili mamme si sta restringendo, ogni famiglia oggi fa un solo figlio, le nascite in quindici anni sono calate nel Comasco da quasi 6mila ogni dodici mesi a circa 3.500. In parte è vero che i flussi migratori, non solo dall’estero, ma anche dalle altre province, fanno da contrappeso e non fanno diminuire il numero complessivo degli abitanti, che però vedono comunque aumentare l’età media.
Dall’altro lato infatti crescono le fila degli anziani, gli over 80 comaschi sono passati dai 25.276 censiti nel 2005 agli attuali 46.726, il dato risale alla fine del 2025. Sono oltre tre punti percentuali in più sul totale dei comaschi. Guardando più in là, al 2035, è lecito immaginare che supereranno quota 56mila, quasi il 10% del totale dei residenti. La fascia della popolazione oltre gli 80 anni quindi sta raddoppiando. Ma ad aumentare sono anche gli ultra sessantenni, più 8% in trent’anni rispetto a tutti i residenti, in termini assoluti la crescita è pari a 58mila unità. Tornando ai giovani negli anni a venire inizierà a diminuire anche la fascia dei cittadini tra i 15 e i 29 anni, con una contrazione generale anche delle persone nell’età lavorativa, tra i 40 e i 59 anni. Il risultato è che la struttura della nostra società non è più a piramide, tanti giovani in basso e in cima pochi anziani, ma a botte. Semplificando si può dire che i nonni sono tanti quanti i bambini, se non di più.
Gli effetti sulla scuola
Questo nella società comporta diversi cambiamenti, dalla sanità all’economia passando per la scuola. In una città, come la nostra, che già sta discutendo, anche animatamente, la razionalizzazione di diversi plessi scolastici. «Non conosco i dati precisi, ma certo la riduzione della popolazione scolastica è evidente – commenta Valentina Grohovaz, storica preside dell’istituto comprensivo Como città – e credo sarà inevitabile riorganizzare e ridimensionare l’offerta. Intanto per ragioni economiche, di sostenibilità: tutti paghiamo le tasse e anche se il discorso a molti genitori non piace è realistico. E poi per motivazioni didattiche. C’è un numero minimo di alunni utile a formare le classi, dunque le classi continueranno a diminuire. Non bisogna accorpare troppo, formare istituti sovraffollati. Occorre però a mio parere dare una consistenza adeguata ai gruppi, non possiamo pensare di programmare classi con pochi bambini, con contesti non abbastanza diversificati e stimolanti».
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