La bimba e le sue amiche. Trascinate al largo da un’onda anomala
La tragedia Arwa, 9 anni, era con le sorelle e le cugine. Gli adulti sono riusciti a riportarne a riva soltanto sei. La bambina era in Italia per fare visita ai parenti
Lettura 2 min.Non era immersa la piccola Arwa Rfali, 9 anni, quando il lago l’ha portata via. L’acqua le arrivava al ginocchio, nei pressi della lingua di sabbia dove c’è la foce del Cosia. Era in compagnia di altri bagnanti, delle cugine, delle sorelle. In sei sono stati trascinati al largo in seguito forse ad un’onda causata da una imbarcazione e poi dalle correnti che in quel punto del lago sono forti. Una scena drammatica, con le urla di paura che hanno preso il posto di quelle spensierate che poco prima riempivano l’aria.
La vicenda
Erano le 15.10, quando gli altri bagnanti hanno cercato di recuperare le persone in difficoltà nel lago. In sei sono state portate a riva, ma all’appello mancava Arwa. Inghiottita dall’acqua, ritrovata solo nella tarda serata dopo ore di ricerche, adagiata sul fondo, ad una profondità di circa sei metri. È questa la prima ricostruzione fatta dalla polizia dopo la tragedia del pomeriggio di martedì che ha nuovamente sconvolto e commosso la città. Atti che la squadra volante ha già trasmesso alla procura.
Il punto dove è avvenuta la tragedia, si trova nei pressi del Tempio Voltiano, dove si vede la lingua di terra protendersi nel lago, in corrispondenza con la foce del Cosia. Arwa era in vacanza assieme alla famiglia, padre ingegnere, in arrivo dal Marocco per far visita a parenti che vivono tra Macherio nel Monzese (da parte della famiglia del papà) e Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano, per conto della madre.
Non era figlia unica, ma aveva tre sorelle: una maggiorenne, di 20 anni, e due minorenni, di 16 anni e una di 12 anni. Con loro c’erano anche le cuginette, intente a giocare nell’acqua. La ricostruzione dell’accaduto è in corso in queste ore, ma il primo elemento che emerge è che il gruppo di bagnanti – c’erano tante persone, nonostante i cartelli di divieto – non fosse immerso nell’acqua, impegnato a notare, ma avesse il lago che gli arrivava al ginocchio, non oltre. Poi, stando a quanto ricostruito dagli agenti di polizia, una improvvisa corrente, più probabilmente un’onda causata da qualche imbarcazione, ha trascinato via il gruppo di persone spingendole nel mezzo del lago, dove non si toccava. Qui sarebbe iniziata la tragedia, con un tentativo di altre persone presenti di recuperare i coinvolti scoprendo poi, con angoscia, come all’appello mancasse Arwa.
Le ricerche
Le ricerche sono iniziate immediatamente, anche perché al Tempio Voltiano transitava in quel momento una volante della polizia che ha lanciato l’allarme. I primi a tuffarsi sono stati gli uomini del Soccorso Alpino Speleologico dei vigili del fuoco di Como. Dopo un’ora ecco i sommozzatori sempre dei Vigili del fuoco, giunti con l’elicottero da Malpensa. Ricerche a quel punto già disperate, perché l’unico esito possibile era già purtroppo noto. Eppure i soccorsi non si sono fermati un momento, con il supporto di pattuglie della Polizia di Stato e le unità navali della Guardia di Finanza ad alternarsi con quelle della Guardia Costiera per la cornice di sicurezza alle operazioni di ricerca in acqua.
I sommozzatori hanno studiato le correnti, poi ne hanno seguito il corso, camminando sul fondale del lago, passo dopo passo, con una visibilità spesso non superiore ad un metro. Fin quando, adagiata sul fondo sabbioso, a circa sei metri, la piccola turista è stata ritrovata e recuperata quando erano già le 23.
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