La Corridoni si prepara. Il benvenuto con una mostra

Il rientro Lungo i corridoi le maestre allestiscono gli spazi per lunedì. «Bambini e famiglie nell’incertezza»

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«Speriamo che di questa scuola non resti solamente un plastico. Speriamo che sia rappresentativo di una cosa che c’è, e non che c’era».

Mentre parla, Maria Giuseppa Rizzo indica un modellino della primaria Corridoni, realizzato dagli studenti di quinta nell’ambito di un progetto dedicato al quartiere razionalista in cui la scuola si trova. Lei, che si fa chiamare affettuosamente “maestra Pina”, insegna matematica alla Corridoni da 10 anni. E insieme alle altre colleghe racconta che, in questa lunga maratona - ancora aperta - tra famiglie, Comune e Tar, gli studenti hanno saputo eccome cosa stava accadendo. Lo hanno sempre saputo, indistintamente dall’età. «A loro abbiamo cercato di comunicare quanta più serenità possibile, anche quando noi insegnanti eravamo scoraggiate». La maestra Pina, così come la maestra Roberta, che in via Sinigaglia ci lavora da ben 19 anni, hanno vissuto l’ultimo anno garantendo la continuità dei progetti didattici ed educativi. Una continuità che tra pochi giorni potrebbe essere interrotta. «Questa scuola come la vedete ora è nata proprio in collaborazione con le famiglie. Sapere che è a rischio chiusura e che al suo posto potrebbe sorgere un parcheggio...non è un cambio che dal punto di vista culturale conviene. E sono proprio le famiglie a subire di più il trasferimento: si trovano a decidere se seguire le insegnanti o privilegiare l’organizzazione famigliare».

Tornando al plastico sul tavolo all’entrata, ricrea in tutto e per tutto ciò che sta dietro alla recinzione di via Sinigaglia, orti compresi. Ci sono persino i bambini stessi, e i fiori sulle vetrate. Un omaggio a quel motto (“Noi siamo la primavera”) che ha trovato spazio su innumerevoli locandine e ha accompagnato i progetti della Corridoni. Un paio di giorni fa, quei fiori sono comparsi anche sul poster che annuncia la visita, in programma per lunedì pomeriggio, di Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione e del merito, e di Imerio Chiappa, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Como. Entreranno dal portone della Corridoni il giorno prima del pronunciamento da parte del Consiglio di Stato in merito alla chiusura della scuola, per incontrare i genitori, i bambini e il personale scolastico.

I due avranno poi la possibilità di visitare la mostra artistico-filosofica “S/confinare” realizzata tra maggio e giugno dalle attuali classi quarte e quinte nell’ambito del Lake Como Design Festival (sarà aperta a tutti domenica 13 dalle 14.30 alle 18.30). Le maestre di via Sinigaglia la stavano allestendo ieri mattina, tra rotoli di scotch, cavalletti e puntine, che fisseranno gli elaborati degli studenti. A mostrarli in anteprima è Mira Bianchi, referente della primaria Corridoni, lì dal 2008. Non nasconde i suoi timori in vista di martedì prossimo, però sottolinea quella che è una certezza per lei e le colleghe: «La Corridoni è una scuola che sta bene, che riceve tanto amore dal quartiere. Abbiamo lottato per preservare il diritto all’istruzione, ma anche la vita del quartiere. La scuola fa comunità, costruisce relazioni».

Forse, davanti all’ipotesi della chiusura, quelle relazioni si sono fatte ancora più forti e ampie. Senz’altro, il caso della scuola Corridoni ha sconfinato da via Sinigaglia e, indipendentemente dall’esito, verrà ricordato.

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