La Cri di Como esce dal fallimento. Quasi tre anni di debiti e tagli

La svolta Caso archiviato dal giudice. C’erano quasi 8 milioni di euro da saldare ai creditori. Ora è tempo di rilanciarsi

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La Croce rossa di Como è ufficialmente fuori dal fallimento.

La lunga crisi che ha messo in difficoltà i soccorritori comaschi può dirsi archiviata, così ha disposto giovedì il tribunale di Como. Il giudice Luciano Pietro Aliquò ha dichiarato «il concordato minore disposto dalla Croce rossa italiana Comitato di Como integralmente e correttamente eseguito». I commissari giudiziali hanno espresso parere favorevole, i creditori, almeno quelli che solo stati ammessi alla procedura, sono stati tutti pagati per le cifre pattuite. Ex dipendenti e banche hanno riavuto tutte le somme, erario e fornitori tra il 9% e il 13%.

Le carte in tribunale erano state portate nell’autunno del 2023 dagli stessi commissari esterni inviati dalla Croce rossa nazionale per salvare il comitato. C’erano da saldare esattamente sette milioni e 906mila euro. La gestione poco accorta del comitato era da addebitarsi all’ex presidente poi allontanato Matteo Fois, le cui accuse in tribunale sono state poi per differenti ragioni comunque in larga parte derubricate. Per quasi tre anni però ambulanze e volontari hanno avuto a che fare con sacrifici e tagli, il comitato si è ridotto e ha perso le attività in Val d’Intelvi, è stata ridimensionata la presenza a Lipomo. In generale l’immagine dell’impegno profuso è diventata più sbiadita, alcuni sostenitori si sono allontanati. Di mezzo peraltro si sono avvicendati diversi commissariamenti, con responsabili nominati dai comitati centrali di Roma e dalla Regione. Un presidente eletto, Paolo Beretta, è stato messo alla porta la scorsa estate per le presunte condizioni in cui versava il centro migranti di Lipomo. Non sono stati anni facili insomma.

Da maggio il comitato ha scelto un nuovo responsabile, Paolo Gargiulo, cercando di voltare definitivamente pagina. L’atto del tribunale è arrivato adesso e la Croce rossa di Como si è ufficialmente liberata di un peso non indifferente. La speranza è che appianati i debiti e superata la crisi il comitato possa anche rilanciare, come sta cercando da tempo di fare, attività e servizi oltre all’assistenza e all’emergenza urgenza nonostante tutto portata sempre avanti. A tal proposito il comitato comasco ha sempre bisogno di sostegno, nuovi volontari, donazioni, continuano nel corso dei mesi la raccolta dei farmaci, i sacchi della spesa consegnati alle famiglie in difficoltà, ripresa la scuola i soccorritori hanno distribuito anche astucci, penne e quaderni agli alunni.

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