La maestra Laura della primaria di Ponte Chiasso: «Bimbi in lacrime»
Il racconto Amarezza e delusione dopo la notizia della chiusura: «Noi non vogliamo fermarci: a giugno i laboratori estivi»
Lettura meno di un minuto.«La scuola non è un ufficio, stanno chiudendo un presidio di inclusione». C’è amarezza e commozione nelle parole di Laura Sala, referente e vicepreside del plesso di Ponte Chiasso, dopo la notizia della chiusura formale della scuola. Per Sala, che insegna qui da 25 anni, questa scuola è una seconda casa, un punto di riferimento per un quartiere di frontiera complesso ma ricco di culture.
«I bambini sono arrivati in classe piangendo e noi non eravamo pronte», racconta la maestra. I piccoli non capiscono: «Ci chiedono: “Perché noi e non altri?”». A preoccupare le maestre è il futuro degli alunni, alcuni con disabilità o situazioni familiari delicate, destinati a perdere il gruppo classe. La logistica è un miraggio: «Per le famiglie è difficile gestire spostamenti in bus o iscrizioni già scadute, dopo la doccia fredda del blocco del servizio mensa deciso dal Comune».
Il rammarico è profondo: «Non hanno ascoltato le nostre proposte alternative, come portare qui l’infanzia per garantire la continuità educativa. Gli spazi c’erano». Nonostante il duro colpo, il presidio non si arrende. Il 30 maggio si terrà la festa di quartiere “Ponte Chiasso sboccia” e a giugno partiranno i laboratori estivi gratuiti. «Chi insegna qui lo fa per scelta e vocazione. Non trasmettiamo solo saperi, ma molto altro», conclude Sala.
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