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L’associazione Ieri i festeggiamenti a Como tra via Zezio e via Canturina. Ogni anno sono seguiti circa 600 bambini
Lettura 2 min.La Nostra Famiglia festeggia 80 anni di storia. A Como sono 600 i bambini presi in carico ogni anno e sono in aumento le diagnosi di autismo.
Ieri famiglie, bambini, sanitari e medici hanno festeggiato nelle varie sedi de la Nostra Famiglia lo speciale compleanno: correva il 28 maggio del 1946 quando per la prima volta l’associazione ha aperto le sue porte. Da allora la rete dei centri dedicati alla cura dei minori si è estesa, a Como questa storia ha inizio 55 anni fa, il 2 maggio del 1971.
«All’epoca ci avevano assegnato due appartamenti in via Dei Mille, in centro – racconta Lorenzo Besana, responsabile del centro di Como –; siamo partiti seguendo 25 bambini. Quindi poco dopo, dal 1976, abbiamo aperto in via Zezio, dove oggi c’è La Presentazione, la residenza per universitari. Ancora adesso poco distante proprio lì sorge la nostra casa famiglia e il nostro centro diurno pronto per festeggiare i primi cinquant’anni di attività. Quindi siamo usciti fuori dalla Convalle e a lungo abbiamo visitato e curato bambini in via Del Doss. Più di recente, grazie a una generosa donazione della fondazione De Ponti e della fondazione Cariplo, abbiamo progettato il nuovo centro che è diventato realtà e sorge in via Canturina. Una struttura moderna in funzione dal mese di marzo del 2021».
In cinquant’anni a Como La Nostra Famiglia ha accolto più di 6mila bambini. Merito anche del lavoro di circa 40 operatori tra neuropsichiatri infantili, fisiatri, psicologi, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali.
Ieri in via Zezio dopo la S.Messa, per far festa è scattata una caccia al tesoro, poi nel pomeriggio tutti si sono spostati in via Canturina per un laboratorio musicale organizzato in collaborazione con il Teatro Sociale grazie a Luca Ghioldi, quindi uno spettacolo con il clown CR4 Corrado Cannella, un laboratorio di pittura con le operatrici Silvia Penati e Desiré Gnani, un trucca bambini, dimostrazioni di percorsi motori con il team del centro e per finire gelato a merenda per tutti. La sera tutti gli operatori si sono fermati a cena in compagnia. Nel corso della giornata sono passati anche tanti genitori, mamme e papà che hanno voluto dare testimonianza delle loro esperienze vissute dentro al centro comasco dedicato all’infanzia.
«All’anno seguiamo circa 600 bambini – racconta sempre Besana – per circa 20mila prestazioni sanitarie e riabilitative. Tutto a favore di minori con varie tipologie di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Abbiamo un bacino di utenza che si rivolge a noi per problemi più lievi, disturbi dell’attenzione, dell’apprendimento, del linguaggio. Ma anche una percentuale di bambini con gravi malformazioni, paralisi, ritardi cognitivi. E poi c’è il capitolo autismo, che in questi ultimi anni è molto aumentato».
Anche, spiegano gli esperti, per una maggiore sensibilità da parte delle famiglie e dei pediatri e soprattutto per una più forte capacità nella diagnosi.
Secondo un recente studio dell’Ats Insubria, al netto dei disturbi dello spettro autistico mai intercettati e quindi non noti, l’autismo nella nostra provincia interessa in media circa 6mila cittadini. Si va dai problemi più gestibili, magari sottovalutati, ai ritardi molto critici. Più di sette casi su dieci riguardano maschi, meno di tre le femmine. La fascia d’età più interessata va dagli zero ai quattro anni, proprio perché di recente medici e specialisti si concentrano già dai primi anni di vita e anticipare la diagnosi consente di accedere a percorsi di riabilitazione più funzionali rispetto a quando si arriva in ritardo. Ed è proprio arrivati all’età adulta che i bisogni di cura faticano a trovare risposte, anche in termini di autonomia. C’è comunque come detto un incremento sul territorio dell’Ats Insubria in media di 500 nuove diagnosi l’anno, poco meno della metà nel Comasco.
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