La piccola Chloe chiede aiuto

Combatte contro una paralisi cerebrale infantile bilaterale spastica. Colpa di un arresto cardiaco alla nascita. I bisogni di cura, anche a domicilio, non bastano mai. Lanciata una raccolta fondi

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Como

La piccola Chloe chiede aiuto, con la sua mamma deve combattere una paralisi cerebrale infantile bilaterale spastica. Colpa di un arresto cardiaco alla nascita questa bambina di quattro anni, assistita dal Valduce e seguita da La Nostra Famiglia, ha convissuto con complicate terapie farmaceutiche, iniezioni, percorsi di sostegno e riabilitazione che però non possono superare del tutto delle difficoltà gravi e invalidanti. I bisogni di cura, anche a domicilio, non bastano mai.

La mamma, Rita Bruno, 25 anni residente a Sagnino, tramite il portale gofundme, ha lanciato una raccolta fondi per accedere a nuove forme di assistenza innovative, non sempre coperte dal sistema sanitario, anche all’estero, privatamente. «Siamo sempre stati seguiti qui a Como da medici e terapisti validi – racconta la mamma – però potremmo oltre alle cure garantite provare a fare dei passi avanti, tentare altre strade, altre tecniche. Per avere un aiuto in più a casa e per cercare di aumentare le capacità motorie. C’è un margine di miglioramento, ma bisogna lavorarci di più. Abbiamo ad esempio ricevuto il contatto con un centro Svizzero, come immaginabile però assai costoso».

Ecco il perché della campagna solidale, 11mila euro chiesti le donazioni sono già quasi arrivate a quota 5mila euro. «Ciao a tutti, sono Rita, ho 25 anni e sono la mamma di Chloe – così scrive la mamma su gofundme - una bimba di quattro anni affetta da paralisi cerebrale infantile bilaterale spastica dovuta a un arresto cardio-respiratorio alla nascita. Dopo qualche ora dal parto, in cui nel frattempo è stata rianimata, è stata trasportata in terapia intensiva perché desaturava. Diagnosticata l’ipertensione arteriosa polmonare e da quel momento vive di farmaci, vive per miracolo. Chloe ha iniziato già da piccolina fisioterapia, psicomotricità, riabilitazione in acqua e i ricoveri annuali per i trattamenti intensivi integrati con iniezioni di tossina botulinica da effettuare ogni sei mesi, per evitare l’accorciamento dei tendini e cercare di diminuire l’ipertono muscolare. I progressi sono molto lenti, non ha raggiunto l’obiettivo del cammino e non sappiamo se potrà mai raggiungerlo. Quindi in aggiunta alle terapie convenzionate abbiamo iniziato anche quelle domiciliari, difficili da mantenere economicamente perché siamo sole, senza nessun appoggio se non della famiglia». Chi volesse può cercare “Aiutiamo Chloe in questo viaggio verso l’autonomia”.

«Voglio lottare per mia figlia ed è per questo che chiedo aiuto, per poter pagare le sue terapie, domiciliari e fuori regione. Chloe cresce ed è sempre più consapevole dei suoi limiti, per la situazione di solitudine in cui ci troviamo ha bisogno anche di iniziare un percorso psicologico. Nonostante la grande fatica e i sacrifici che fa tutti i giorni per le terapie lotta con forza, determinazione e con quel sorrisino sul viso sperando un giorno di sentirsi un po’ meno dipendente e più libera. Ringrazio di cuore chi può aiutare Chloe anche semplicemente condividendo la nostra storia, augurandomi che grazie al vostro prezioso aiuto e ai grandi sacrifici Chloe possa un giorno camminare con i suoi piedini verso un futuro migliore».

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