La politica comasca: «Sì al progetto del nuovo stadio, ma fuori le carte»
I commenti dei rappresentati dei partiti dopo le parole del presidente del Como 1907 Suwarso
Como
Coinvolgimento del consiglio comunale e della città, un ruolo attivo del Comune non acritico, ma in veste di regista e con una visione di prospettiva e di equilibrio tra gli interessi della società sportiva e quelli dei residenti e dei cittadini. Un’occasione da non perdere, ma con il focus sull’interesse pubblico.
Sono le richieste che arrivano dal mondo politico sul nuovo stadio all’indomani dell’intervista rilasciata a “La Provincia” dal presidente del Como 1907 Mirwan Suwarso nella quale annuncia che il progetto (revisionato dopo le richieste della Soprintendenza e i rilievi finanziari) è completo.
«Abbiamo ultimato tutte le procedure – le sue parole – per poter presentare in Comune il progetto rivisto e corretto dopo le controdeduzioni che era state poste. Non chiedetemi quando verrà portato in Comune, se ne occupano i miei uffici». Ha confermato l’intenzione di inserire anche aree food a basso costo e ha detto che il suo concetto di Como come Disneyland è stato frainteso poiché lui lo intende come diversificazione tra stadio, merchandising ed esperienze di vario tipo.
«Va riconosciuto il lavoro della proprietà e gli importanti risultati raggiunti – commenta il segretario provinciale di FdI Stefano Molinari -. Sul progetto dello stadio vanno tenuti distinti due aspetti: il valore dell’investimento privato e l’interesse pubblico, che deve rimanere la priorità. Un intervento di questa portata non può essere valutato solo in termini economici o commerciali, deve confrontarsi con viabilità, parcheggi, sostenibilità urbanistica, esigenze dei residenti. Apprezzo il chiarimento di Suwarso sul concetto di Disneyland e, soprattutto, l’attenzione dichiarata verso servizi accessibili». Poi aggiunge: «La città deve poter beneficiare della crescita del Como 1907 senza perdere la propria identità. La società ha tutto il diritto di presentare un progetto ambizioso, all’amministrazione spetta il compito di valutarlo con serietà, nell’interesse generale e con un confronto vero con il territorio». Molinari sottolinea che «il futuro della città non può coincidere esclusivamente con il progetto di una società, per quanto importante. Non servono contrapposizioni pregiudiziali, ma neppure adesioni acritiche. Servono dialogo, equilibrio e una visione complessiva».
Il consigliere del Pd Stefano Legnani mette nel mirino il sindaco e chiede che si svelino le carte: «Il Pd, a differenza di Rapinese, è sempre stato favorevole alla riqualificazione dello stadio. È quindi il momento di togliere dalla segretezza, fino ad oggi mantenuta dal sindaco, un intervento che riguarda una zona così importante dal punto di vista ambientale, storico e monumentale, per aprire finalmente un dibattito pubblico. Non si può che accogliere positivamente la precisazione di non voler fare del nuovo stadio una Disneyland. La città ha bisogno di crescere e la società ha dimostrato di essere impegnata a dare un significativo contributo, ma non si può dimenticare che Como è fatta innanzitutto dai suoi residenti.
L’intervento dovrà essere pertanto valutato considerando non solo i legittimi obiettivi del Como 1907, ma quelli che la città vuole raggiungere».
Stessa linea di Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica: «La volontà del presidente di presentare un progetto modificato è una buona notizia perché conferma l’interesse ad assicurare un investimento per il nuovo stadio. Positiva la volontà di un progetto rivisto alla luce delle criticità emerse con riferimento all’impatto sul quartiere e sull’area di notevole pregio storico-culturale e con attenzione ai bisogni della città e non solo del turismo.
L’unico a non essersi accorto delle criticità del primo progetto è il sindaco Rapinese al quale andava tutto bene a prescindere dagli interessi della città. Se avesse svolto il proprio ruolo di mediazione fra i cittadini e il Calcio Como non avremmo perso un anno inutilmente».
Tornando al centrodestra, il segretario cittadino di Forza Italia Davide Gervasoni sottolinea che «il Como sta facendo qualcosa di straordinario, dentro e fuori dal campo» e precisa che «mentre la squadra corre e cresce a ritmi straordinari, la città rischia di non essere pronta ad accompagnarne lo sviluppo. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo». Ma chiede che si affrontino «in modo organico le questioni legate alla viabilità, ai servizi e alla vivibilità della zona. L’obiettivo deve essere quello di conciliare le esigenze dei tifosi con quelle dei residenti».
Infine la capogruppo della Lega a Palazzo Cernezzi Elena Negretti: «Adesso mi aspetto dall’amministrazione massima rapidità: non possiamo permetterci che un investimento storico per la città resti incagliato nei cassetti della giunta. Le parole del presidente sui prezzi contenuti per i residenti sono un ottimo segnale, ma vanno blindate in una convenzione formale. Mi aspetto che il sindaco porti quanto prima il progetto in consiglio e si apra anche alle osservazioni delle minoranze, perché la città non può permettersi di avere solo la visione di una singola amministrazione».
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