La Provincia boccia il piano scuole. Corridoni salva, palla alla Regione

Ieri sera Il progetto di razionalizzazione non rispecchia le indicazioni di Palazzo Lombardia, a partire dalla necessità di un’intesa che non è stata raggiunta. Salvo anche l’asilo Carluccio di via Volta

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Quasi tutto il piano di ridimensionamento della rete scolastica cittadina approvato dal consiglio comunale di Como e voluto dal sindaco Alessandro Rapinese per il prossimo anno scolastico non rispetta le indicazioni tecniche di Regione Lombardia e, per questo, è stato “bocciato” questa sera dall’amministrazione provinciale. Uno stop quindi anche alle chiusure della Corridoni e dell’asilo Carluccio.

Dodici consiglieri provinciali con il presidente Fiorenzo Bongiasca e con il solo voto contrario di Rapinese (videocollegato) hanno infatti deliberato che le modifiche adottate dai Comuni per l’anno scolastico 2027/28 relative agli istituti di Merone, Lurago d’Erba, Faloppio, Como Prestino-Breccia e Como Rebbio «in quanto coerenti con le indicazioni regionali, confluiscono nel piano». E contestualmente «di prendere atto che le modifiche adottate dal Comune di Como per l’anno scolastico 2027/2028 e relative agli Istituti comprensivi di Como Albate, Como Borgovico, Como Centro città, Como Lago, Como Lora - Lipomo, Como Nord in quanto prive degli elementi richiesti dalla normativa e dalle indicazioni regionali non possono essere acquisite». Tra questi ultimi sono compresi, come detto, anche la chiusura della Corridoni e dell’asilo Carluccio oltre agli accorpamenti degli altri istituti comprensivi che, a questo punto, sono “congelati”. La Provincia invierà infatti l’atto di ieri in Regione, che sarà chiamata ad esprimersi con una delibera di giunta e che avrà, quindi, l’ultima parola anche se il solco è ormai tracciato.

Il motivo dello stop, tutto di natura tecnica e spiegato dal funzionario Giovanni Danielon, è legato al fatto che la Regione nelle indicazioni varate lo scorso 27 luglio scorso richiedeva la necessità di intese con le scuole. Intese che, come emerge dai pareri degli istituti e dell’Ufficio scolastico provinciale, per Como non ci sono.

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