(Foto di archivio)
Il processo In Tribunale una storia di tre anni fa: lei aveva visto quell’uomo prelevare denaro. Condannata a 3 anni e mezzo, nessuna traccia del “socio”
Lettura 1 min.Si erano conosciuti in piazza Duomo, in un bar. Era stata lei ad avvicinarsi a lui, iniziando a parlare, ad intrattenersi, a far credere che tra loro potesse nascere qualcosa. Lui, cittadino comasco, aveva accettato l’invito a incontrarla in una casa di via Milano. Dentro l’appartamento, tuttavia, aveva iniziato ad intuire che qualcosa non andava, che c’erano delle anomalie, e aveva provato ad andarsene. Non aveva però fatto in tempo, perché dal nulla era sbucato un uomo che l’aveva colpito, schiaffeggiato, strattonato e alla fine rapinato dei soldi che proprio quel giorno, pochi attimi prima di incontrare la donna in piazza Duomo, aveva prelevato dallo sportello Bancomat, quantificati in 1500 euro.
Per quel fatto, la procura era arrivata ad iscrivere sul registro degli indagati una donna dell’Ecuador domiciliata a Saronno, Lorena del Cisne Leon Chiriboga, che è stata poi portata a processo di fronte ai giudici del Collegio di Como che l’hanno condannata per la rapina in concorso – l’uomo non è mai stato identificato – alla pena di 3 anni e mezzo con 600 euro di multa, con anche 2500 euro di risarcimento per la vittima. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Emanuele Rosapinta, si era infatti regolarmente costituita in aula. La polizia, con le volanti, era riuscita ad arrivare alla donna pochi attimi dopo i fatti. La vittima, nonostante il tentativo di fuga dei rapinatori, si era messa ad inseguirli. L’uomo e la donna si erano poi divisi e il comasco aveva continuato a seguire lei, rimanendo in contatto al telefono con la centrale operativa della Questura che aveva fatto intervenire una volante che era riuscita ad individuare la presunta responsabile che era finita nei guai venendo denunciata alla Procura di Como.
La vicenda risale al 5 di dicembre del 2023. La coppia di rapinatori probabilmente aveva monitorato l’uomo fin dal pomeriggio, dal prelevamento dei contatti al Bancomat, visto che sapeva esattamente dove fossero tenuti i soldi poi rubati. Nel corso delle indagini era anche emerso che l’appartamento di via Milano dove il comasco era stato invitato dalla donna dell’Ecuador, era in realtà un bed & breakfast dove la rapinatrice aveva preso una camera.
Il resto del piano era stato poi indagato in tutti i dettagli dalle forze di polizia, con la donna – di bell’aspetto – che aveva attirato nella trappola l’uomo comasco e con quest’ultimo che, dopo essersi accorto che qualcosa in quella vicenda non tornava, aveva cercato di allontanarsi venendo però bloccato dal complice. La vittima, seppur spintonata e malmenata, non aveva fatto ricorso alle cure del pronto soccorso. La vicenda si è spinta fino a questa settimana con la rapinatrice che è stata come detto condannata a tre anni e mezzo di pena. Alla lettura della sentenza non era in aula. Non si sa dove invece sia finito l’uomo, che non è mai stato identificato.
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