La seconda prova al Caio, tra scaramanzia e qualche dubbio
Ragioneria Sensazioni miste a seconda dell’indirizzo. L’orale si avvicina, ma la testa è ancora al tema
Lettura 2 min.In tanti fuori dal Caio Plinio hanno la maglietta bianca. «È la regola, porta fortuna» spiegano. Qualcuno ha dormito con la coperta di Dybala e qualcun altro si è portato la statuetta del piccolo munaciello.
Perchè in effetti, quando si tratta della seconda prova della maturità, c’entra sì la preparazione, ma anche il caso gioca la sua parte sulle scrivanie di Roma, dove la traccia è stata assemblata. A differenza del tema, la seconda prova di ieri era diversa per ogni indirizzo di studi e legata a una delle discipline più importanti di ciascun percorso. Per gli istituti tecnici come il Caio Plinio è stata estratta economia aziendale, anche per le classi specializzate in sistemi informativi. L’anno scorso invece, per la seconda prova era uscito inglese. Stavolta sul banco è arrivato il caso di un’impresa industriale specializzata in articoli di gomma, la Alfa Spa, di cui bisognava redigere il bilancio. Per i candidati dell’indirizzo Turismo, invece, una prova in discipline turistiche, che ha lasciato qualche dubbio.
«Non era difficilissima, mi aspettavo peggio, però c’erano delle domande trabocchetto e non so se ho centrato l’argomento- racconta Letizia Amonini -. Rispetto alla simulazione, a parer mio questa prova era più difficile. Adesso mi preoccupa l’orale». Anche Angelica Giannoni e Sara Bissacco confermano che la simulazione (in cui si parlava anche dell’overtourism) era meglio. Non a caso, tra le tre prove, la seconda «è quella che preoccupa di più».
Nella sua maglietta bianca, Giulia Carlotta ripensa al tema: «Tracce difficili, ho fatto la C2, quella di Calabresi, perchè era l’unica con cui sono riuscita a tirare fuori qualcosa, l’analisi del testo neanche la calcolo. Per l’orale ho un po’ paura di farmi prendere dall’ansia e bloccarmi». Marika Amore, che ieri ha affrontato la prova di discipline turistiche aziendali, sorride: «Oggi (ieri ndr) è andata molto bene, ciò che temo sono le domande dell’orale, perchè lì ti devi concentrare su quattro materie».
Un antidoto all’emozione e all’ansia però c’è: i volti dei membri interni, che ben conoscono i candidati. C’è chi comunque, verso l’orale, non nutre timori, anzi: «A me preoccupa molto di più il tema di ieri, perchè la seconda prova è andata abbastanza bene» rivela Guendalina Pizzico, che in effetti spiega come la traccia d’esame di economia aziendale fosse più facile rispetto alle esercitazioni fatte in classe. Certo, «i quesiti non erano belli, però il bilancio fattibile». Opposta è la chiacchiera che scambiamo con Giada Libralato, compagna di classe di Guendalina: «Non ho grandi aspettative sull’esito di questa prova, punto tutto sul tema, ho scelto il discorso di Saragat e mi è piaciuto molto fin dall’inizio». Stessa scelta l’aveva fatta Sofia Sebastiani: «Non voglio tirarmi la sfortuna, ma era andata bene. I quesiti di oggi? Un po’ così, ma sentiamo di essere arrivate fin qui preparate e qualcosa da scrivere si trova».
Nel loro atto finale, alcuni professori e professoresse hanno fatto sì che, davanti al foglio d’esame, non ci fosse disorientamento. Certo, poi tanto sta allo studio casalingo. E i ripassi di gruppo? «Non ne abbiamo fatti tantissimi perchè si finisce per ripassare poco». A questo punto dell’esame di maturità, per i candidati comaschi rimane ancora aperta la partita per i 20 punti dell’orale. Ma il grosso è fatto, ed è andata come è andata. Tra pochi giorni, l’ultimo respiro di sollievo, e tutto sarà già un dolce ricordo.
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