La soffiata sull’affare d’oro di via Paoli? «È stato soltanto il favore di un amico»

L’interrogatorio L’ex assessore canturino Ferrari risponde per ore alle domande del pm. E sulla delibera che ha consentito la compravendita dice: nulla di strano, un atto dovuto

Nulla di strano. Tutto dovuto. Anche la soffiata? «È stata soltanto il favore di un amico, niente di più». L’ex assessore canturino Claudio Ferrari minimizza. Davanti al pubblico ministero e agli uomini della Guardia di finanza, che lo hanno interrogato per ore, liquida l’affare d’oro di via Paoli come del tutto trasparente. E riguardo alla delibera che ha acceso il semaforo verde, consentendo alla sua società di garantirsi una plusvalenza di oltre un milione di euro, garantisce: tutto regolare, anzi sarebbe dovuta arrivare mesi prima.

Trapela poco dall’interrogatorio fiume al quale l’ingegnere canturino, in cella da novembre per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale, è stato sottoposto nella giornata di ieri. L’ex amministratore è arrivato poco dopo le 9, proveniente dal carcere del Bassone. Quindi è salito al sesto piano nell’ufficio del pubblico ministero Antonia Pavan e, assistito dai suoi legali Davide Giudici e Paolo Santarelli, è rimasto in Procura fin dopo le cinque del pomeriggio, quando il verbale è stato ufficialmente chiuso.

Ovviamente si è parlato di tutto, nel corso del lunghissimo interrogatorio: delle società aperte e poi fallite, dei bonifici verso la Svizzera camuffati (secondo l’accusa) da improbabili compravendite societarie, le tasse non pagate, l’incredibile fiuto per gli affari che gli consentiva di acquisire terreni a prezzi destinati a lievitare quando, solitamente non oltre una ventina di minuti dopo l’acquisto, provvedeva a rivenderli alle immobiliari di importanti catene di supermercati. Affari, sarebbe emerso nell’inchiesta ma anche nel corso dell’interrogatorio, resi possibile da un giro di amicizie nel mondo della politica capaci di entrare in rapporti strettissimi con gli ambienti della grande distribuzione.

L’affare del supermarket

Tra quegli affari, come abbiamo scritto negli ultimi giorni, anche la compravendita del terreno di via Paoli dove un tempo sorgeva il mobilificio Al Vo’ e dove ora c’è il supermercato Aldi. Il rogito fu formalizzato il 20 dicembre 2019 dopo che il giorno prima, per un paio di ore, Ferrari, Luca Della Fontana (amministratore della San Siro Lake, società riconducibile all’ex assessore e al suo socio Giorgio Quintavalle, pure lui già amministratore in quel di Cantù) e gli allora proprietari dei terreni sono rimasti in attesa di una firma condizionata all’approvazione, da parte della giunta comunale, delle delibera che consentiva (tra l’altro) anche la modifica della viabilità di via Paoli.

L’amico del Comune

Durante quell’attesa, Ferrari ricevette una “soffiata” proveniente direttamente da Palazzo Cernezzi per dire: è fatta. Chi fu così solerte a informarlo? L’ingegnere accusato di bancarotta e frode fiscale assicura: un amico. Un funzionario pubblico che per amicizia, nient’altro, ha pensato di informare l’ex assessore. Dichiarazioni che ora dovranno essere confrontate con i faldoni di carte prelevati dalla Guardia di finanza nella giornata di lunedì dagli uffici del Comune. E sui quali sono incorso accertamenti e approfondimenti per un’inchiesta formalmente chiusa. Ma, forse, non del tutto.

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