«La sua banca le ruba i soldi», ma è una truffa: rubati 12mila euro

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Como

La domanda che, ingenuamente, molti si fanno di fronte a certe truffe è sempre la stessa: ma come ci si fa a cascare? Semplice, perché i truffatori sono veri professionisti capaci di trascinare le loro vittime in uno stato psicologico di urgenza e timore tale da spingere le persone a consegnargli soldi e preziosi.

Così è successo a una imprenditrice comasca, che nei giorni scorsi è stata derubata di oltre dodicimila euro, più monili d’oro, da una banda di truffatori particolarmente abile e organizzata. Il trucco utilizzato è quello di un falso furto dal conto corrente della vittima, ad opera di alcuni dipendenti delle sua stessa banca. E di un’indagine in corso per incastrarli.

La donna ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è definito un agente di Polizia. Ma non un poliziotto generico, bensì un uomo della divisione anticrimine. Il falso agente spiega che sta indagando un alcuni dipendenti della sua banca e che, nel corso dell’indagine, ha scoperto che era stato preso di mira proprio il conto corrente della donna. Per mettere in sicurezza parte dei fondi, il finto poliziotto ha quindi chiesto all’imprenditrice di effettuare un bonifico istantaneo da 10.500 euro su un conto corrente di sicurezza, aperto d’ufficio e intestato alla vittima. Contestualmente ordina il massimo riserbo, per non svelare l’inchiesta. La donna esegue, ma la truffa non è finita.

A questo punto l’uomo al telefono la convince pure a salire in auto per portare del contante e dei monili, che servivano a fini investigativi, a un altro agente. Luogo della consegna: Reggio Emilia. L’imprenditrice, completamente vittima degli sciacalli, obbedisce. E soltanto quando rientra verso Como capisce di essere stata truffata.

Non una truffa nuova. Di casi analoghi se ne trovano nelle cronache di tutta Italia. A Vicenza, una professionista di 55 anni viene contattata dopo un falso allarme bancario; interviene poi un sedicente maresciallo dei Carabinieri che la convince di stare partecipando a una operazione sotto copertura contro dirigenti bancari infedeli. La donna, credendo di collaborare con le forze dell’ordine per proteggere il proprio patrimonio, effettua bonifici per oltre 329mila euro.

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