(Foto di RONCORONI)
Como Il bicentenario voltiano sarà nel 2027. Ora il pronipote dell’illustre comasco punta ad una correzione del decreto che ha abolito la qualifica di monumento nazionale
Como
Riportare la tomba di Volta a Camnago ad essere ad essere identificata come “monumento nazionale” per il prossimo 5 marzo o, più facilmente, quello del 2027, quando cadrà il bicentenario della scomparsa dello scienziato universalmente noto. È l’avvocato Luigi Martino Volta, pronipote dell’illustre comasco, a lanciare l’appello affinché il Governo si attivi per cercare di rimediare a una svista dettata, nel 2010, dalla volontà di cancellare una valanga di norme obsolete e ridondanti, e che ha finito per tirare la scure anche su qualcosa che nulla aveva a vedere con burocrazia o orpelli legislativi, ma che serviva a celebrare una personalità non solo italiana, ma di calibro mondiale. Il discendente di Volta spiega che la tomba dello scienziato è stata dichiarata monumento nazionale dal re Vittorio Emanuele III «con Regio decreto numero 262 del 22 febbraio 1925» e che quel decreto è finito tra i migliaia cancellati «con il decreto del presidente della Repubblica Napolitano numero 246 del 13 dicembre 2010. Con l’abrogazione del Regio decreto – precisa l’avvocato Volta – la tomba di Camnago non è più un monumento nazionale».
La scoperta di quanto avvenuto è recente rispetto alla data di cancellazione del provvedimento del 1925 e ad esempio sul sito del Comune di Como (e non solo) viene ancora indicata come monumento nazionale, ma secondo il discendente dello scienziato è arrivato il momento di rimediare. «Il Governo italiano – spiega – giustamente nel 2010 decise di sfoltire norme, decreti e leggi ma in quella mole importante di atti cancellati è finito anche il decreto sulla tomba di Camnago. Sarebbe bello che per il bicentenario si ripristinasse e possa tornare ad essere monumento nazionale. Non dimentichiamo che tre sono i monumenti importanti per Volta, la tomba realizzata dalla moglie e dai figli , il Tempio Voltiano regalato da Somaini al Comune di Como e il terzo fu il faro per iniziativa di don Guanella. Tutti e tre realizzati grazie ai privati. Ora ci sarebbe un’occasione importante affinché il pubblico possa restituire alla tomba il riconoscimento che merita. Credo che si possa fare o entro il prossimo 5 marzo oppure per il bicentenario. Tutti possono sbagliare e si è trattato di una svista in un provvedimento condivisibile nel suo complesso, ma adesso correggiamolo».
La tomba, all’interno di un piccolo mausoleo di forma circolare si trova proprio di fronte all’ingresso del vecchio cimitero di Camnago ed è in ottime condizioni di conservazione sia all’esterno che all’interno. L’edificio venne eretto su progetto di Melchiorre Nosetti e inaugurato il 5 marzo 1831, quattro anni dopo la morte dello scienziato. Ai lati del cancelletto da cui si vede all’interno la lapide ci sono due statue: quella a sinistra raffigura la Religione che prega per il suo figlio esemplare, mentre l’altra rappresenta la Scienza che inconsolabile piange il suo cultore. In fondo si vede il sarcofago in marmo sovrastato da un busto scolpito a sua volta affiancato dai geni alati.
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