(Foto di archivio)
Il caso. La scusa usata dai finti carabinieri è dell’attacco hacker invitando a non contattare la banca
Lettura 1 min.Centomila euro di bottino in poche ore, con la solita truffa del finto attacco hacker ai conti correnti dei cittadini.
Le notizie che riguardano raggiri – anche per importi pesantissimi – presenti sul nostro territorio, paiono non voler mai finire e settimana dopo settimana si arricchiscono di nuovi casi e ulteriori risvolti.
Qui, dopo qualche tempo, torniamo a parlare dei finti carabinieri che contattano le vittime fingendosi “angeli”, spacciandosi per forze dell’ordine che sono al corrente di attività illecite di hacker che stanno assaltando conti correnti consigliando ai loro interlocutori, prima che sia troppo tardi, di mettere in salvo i propri soldi. Soldi che invece finisco non in conti sicuri, come indicato, ma su Iban riferibili e riconducibili ai truffatori che in poco tempo li fanno sparire.
Nelle ultime giornate, sono due i casi di cui siamo venuti a conoscenza, per raggiri complessivi che hanno superato i 100 mila euro.
Il primo risale alla seconda metà di luglio, quando un finto maresciallo dei carabinieri aveva contattato una donna anziana, di 78 anni, dicendo appunto che i soldi che aveva depositati erano in pericolo e che sarebbe stato necessario spostarli su un conto sicuro.
Questo, tuttavia sarebbe dovuto avvenire senza dire nulla alla banca per la sospetta collusione con gli hacker di qualche dipendente.
La vittima, con due diversi bonifici, aveva così spostato ben 90 mila euro che aveva sui conti che tuttavia, come avviene in questi casi, erano finiti su un conto per nulla sicuro.
Anzi, in mano ai malviventi che avevano poi fatto sparire il tutto.
Alla anziana signora, purtroppo, non era rimasto altro da fare che segnalare l’accaduto – quando ormai era troppo tardi, dopo aver atteso addirittura un giorno – ai carabinieri.
Qui interrompiamo un attimo il discorso per aggiungere un elemento importante: se anche si venisse truffati, la prima cosa da fare è correre il più velocemente possibile dai carabinieri o dalla polizia per raccontare l’accaduto, perché le speranze di poter recuperare qualcosa in queste vicende complicate, sono comunque legate ad una denuncia immediata.
Il secondo caso identico a quello appena riferito, è avvenuto con vittima un uomo di 69 anni che era stato contattato su un’app di messaggistica istantanea da un finto carabiniere che diceva appunto di spostare i soldi per un presunto attacco hacker.
In questo caso, avvenuto nei scorsi giorni e denunciato ai militari dell’Arma, a sparire erano stati 14 mila euro.
Per un totale come detto, nel giro di pochi giorni, di oltre centomila euro finiti nelle mani dei malviventi che sono ora ricercati tramite l’analisi degli spostamenti bancari, ma nell’ambito di una ricostruzione che è ovviamente assai complicata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA