L’addio agli auricolari per la patente. Aula schermata contro le truffe ai quiz

Motorizzazione Isolamento elettromagnetico: impossibile la comunicazione wireless. L’intervento dopo una decina di casi da inizio anno di candidati colti con dispositivi vietati

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La Motorizzazione si attrezza contro i furbetti degli esami per la patente che con auricolari e sistemi artigianali si collegavano con l’esterno ottenendo suggerimenti per rispondere ai quiz. Ultimamente ogni dieci giorni si è registrato mediamente un caso arrivando a una decina dall’inizio dell’anno e creando situazioni complicate in quanto immediatamente si rendeva necessario chiamare le forze dell’ordine e procedere con la relativa denuncia.

Ora nella sede di via Al Bassone, diretta da Luigi De Ciuceis (guida la Motorizzazione di Varese con coordinamento delle sezioni di Como e Lecco) sono stati completati gli interventi di schermatura della sala quiz isolandola dall’esterno e sono anche già stati ultimati i test di funzionamento del dispositivo jammer. In pratica la sala risulta schermata rispetto agli strumenti elettronici che non possono più comunicare con l’esterno rendendo quindi inutili i tentativi di frode con gli auricolari nascosti nelle zone più disparate e che venivano regolarmente scoperti dagli esaminatori. I candidati che si presentano per sostenere gli esami si trovano ora un avviso dettagliato davanti alla sala quiz con l’apposito cartello che indica la presenza, all’interno, di radiazioni elettromagnetiche.

Circolare

C’è poi una circolare firmata dal direttore De Ciuceis nella quale viene fatto presente che «l’aula esami è schermata per cui i dispositivi elettronici non funzionano». Una comunicazione importante poiché riguarda le persone che hanno dispositivi elettromedicali con funzionamento incompatibile con la schermatura e, in particolare, vengono elencati «sistemi cgm che controllano il glucosio, microinfusori insulinici con gestione remota da app, pacemaker o defibrillatori impiantabili con telemetria wireless, misuratori di pressione smart, holter cardiaci digitali con trasmissione continua di dati, dispositivi per monitoraggio respiratorio connessi« e ancora «sensori di saturazione di ossigeno, dispositivi di allarme medico personale, protesi o apparati acustici digitali, cateteri o pompe di infusione portatili smart e sensori per gestione dell’epilessia o crisi convulsive». A questi casi si aggiungono le donne in stato di gravidanza e i soggetti fragili che devono comunicare la loro situazione alla direzione che, a quel punto, valuta come procedere e quale situazione adottare nel rispetto della salute e, in particolare, possono essere organizzate sedute di esame apposite senza il dispositivo di schermatura funzionante.

Finora a far scattare i controlli era l’esaminatore, che si insospettiva perché magari il candidato non parlava italiano (e quindi, come poteva sostenere il test?) oppure per comportamenti particolari e che richiedeva una verifica con l’apposito rilevatore in grado di scovare apparecchi elettronici e acustici nascosti. Nel maggio scorso due ragazzi stranieri erano stati denunciati per aver nascosto microcamere nei bottoni della camicia, microauricolari nell’orecchio e microtrasmettitori nei pantaloni oltre a dispositivi fissati al braccio per poter ricevere le risposte da un complice esterno. Oltre a dover rifare l’esame hanno rimediato anche una denuncia. Ora con la schermatura potranno indossare qualsiasi meccanismo, ma non riusciranno a comunicare con l’esterno. A tutti non resterà che rassegnarsi a studiare il Codice della strada.

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